Per Amazon la sicurezza all’interno dei centri logistici è al primo posto. Attraverso i team Health&Safety e i corsi sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro a cui partecipano tutti i dipendenti, Amazon assicura la protezione da rischi e incidenti nella quotidianità. Ma non solo: l’azienda si impegna anche in attività di prevenzione e valutazione dei rischi, per permettere ai dipendenti di lavorare secondo degli standard ergonomici ben definiti.

Che per Amazon la salute e la sicurezza sul lavoro siano la priorità, lo si evince dal recente episodio che ha avuto luogo nel centro di distribuzione di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, il primo magazzino aperto dall’azienda in Italia nel 2011. Ce lo raccontano, Marco Montellanico, H&S Manager, Eleana Gropelli, H&S Coordinator, e Volodymyr Halychanskyy, H&S support.

L’episodio

Era la mattina di mercoledì 10 luglio 2019 e le attività procedevano regolarmente nel centro di distribuzione piacentino. Un collega si trovava nella zona di smistamento del cartone: “Le mansioni di quest’area sono considerate tra le più leggere dal punto di vista della possibilità di incorrere in rischi e infortuni poiché non comportano la movimentazione di carichi ma solo spinta e tirata” spiega Marco “Bisogna camminare su un piano diritto senza ostacoli, spingere un bidone su ruote ergonomiche e smistare i bidoni all’interno dei compattatori che sollevano e rovesciano autonomamente i contenitori di rifiuti”.
Alle 10.57, il magazziniere si trovava di fronte a uno dei compattatori, intento a smistare i cartoni vuoti al suo interno, quando un suo collega, a circa 40 metri di distanza, l’ha notato accasciato al suolo. “Io e Eleana siamo stati immediatamente contattati via radio” spiega Volodymyr, “Allo stesso modo è stato avvisato il medico presente all’interno del magazzino e allertato il 118. Pochi secondi dopo la chiamata siamo arrivati tutti sul luogo dove il collega era rivolto a terra, privo di sensi e in assenza di battito cardiaco”.
“Appena siamo giunti sul posto, abbiamo iniziato a praticare il massaggio cardiaco” racconta Eleana. “Abbiamo subito recuperato il defibrillatore più vicino e applicato gli elettrodi”.

Tempestività e precisione

“Attraverso un’attenta ricerca e una politica aziendale mirata alla prevenzione, abbiamo installato sette defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) di ultima generazione all’interno del magazzino, che non necessitano di montaggio prima dell’utilizzo e i cui elettrodi sono subito pronti per l’applicazione” spiega Marco. “Inoltre il defibrillatore rileva un ECG (elettrocardiogramma) in tempo reale molto preciso, attraverso il quale lo strumento decide che tipo di scarica erogare”. Nella manovra di rianimazione è stata anche utilizzata una maschera per insufflazione in modo tale da facilitare la respirazione indotta.
“Mentre svolgevamo il massaggio cardiopolmonare, il defibrillatore ha rilevato una fibrillazione ventricolare maligna che aveva portato all’arresto cardiaco” continua a raccontare Marco. “Ha dato così un primo shock elettrico e poi siamo subito ripartiti con la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco. Il collega era ancora esanime, e dopo meno di un minuto è ripartito il secondo shock che fortunatamente è stato vitale perché il cuore ha ripreso a battere in modo normale, anche se leggermente tachicardico”.
Dopo circa sette minuti dalla chiamata è arrivata l’ambulanza e il collega è stato posizionato sulla barella. Anche l’elisoccorso era stato allertato e alle 11.30 è riuscito ad atterrare nella zona di scarico delle merci. Nel frattempo il medico presente all’interno del magazzino e gli infermieri arrivati in soccorso sull’ambulanza hanno somministrato dei farmaci utili a riportare in stabilità le condizioni vitali del magazzinier che, nel frattempo, aveva ripreso i sensi. Sull’elisoccorso era presente un medico delle grandi emergenze che, dopo aver visionato l’elettrocardiogramma e aver constatato che tutte le misure d’intervento fossero state attuate prima del trascorrere di un minuto, ha indicato di trasferire il collega al reparto cardiologia dell’Ospedale di Piacenza. Dopo aver concluso tutti gli interventi del caso, sono stati infine avvertiti i familiari.

Prevenzione e azione

“Quando si è ripreso il collega era visibilmente commosso. Ora sta bene, siamo in contatto con la sua famiglia. Ad oggi ha un quadro a livello cardiologico buono, siamo in attesa di capire le cause dell’arresto cardiaco” racconta Marco, che ci tiene a precisare una cosa: “In Italia, per legge, non è obbligatorio avere a disposizione un defibrillatore sul luogo di lavoro, ma in Amazon la sicurezza è più che una priorità, è un valore. Perché le priorità possono cambiare, i valori no.”
Eleana spiega invece: “Grazie a Marco, che ha dato una spinta importante in termini di prevenzione e preparazione, oggi in magazzino abbiamo un presidio medico 24 ore su 24, 84 persone abilitate all’utilizzo del DAE e più di 140 addetti al primo soccorso. È importante precisare che se un’azienda sceglie di esporre un DAE sul luogo di lavoro, deve obbligatoriamente formare qualcuno dei dipendenti al suo utilizzo”.
Il cardiologo che ha soccorso il collega una volta arrivato in ospedale ha espressamente detto a lui e alla sua famiglia che solo grazie all’intervento tempestivo dei colleghi è riuscito a salvarsi senza riportare alcun danno irreversibile. “Questo fa capire quanto la prevenzione e un piano per la gestione delle emergenze siano necessari per assicurare la tempestività negli interventi” commenta Volodymyr.

Essere pronti a qualsiasi cosa

“Siamo felici che con il nostro lavoro di squadra siamo riusciti a salvare il nostro collega” racconta Eleana, orgogliosa. “Apro una parentesi: sono in croce rossa da oltre 10 anni e quando arrivi sul posto non hai tanto a cui pensare, devi agire. Così abbiamo fatto, tutti insieme, e lo abbiamo salvato”.
Le fa eco Marco: “Il mio motto è ‘Sii pronto a qualsiasi cosa’. La parte migliore è poter offrire il proprio servizio agli altri, facendo quello che è nel nostro lavoro”.
“Il collega ha tenuto a ringraziarci più volte e questa è la ricompensa più grande” conclude Volodymyr.