Con il suo sassofono ha fatto il giro del mondo, India, Senegal, Stati Uniti, Cina, ma Gianni Denitto, musicista di professione, mai avrebbe immaginato di portare le sue note dentro a un magazzino - nello specifico nel centro logistico di Amazon a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. Musica accompagnata da immagini proiettate per dare vita a uno spettacolo di quello che viene chiamato video mapping. “L’idea che arte e azienda, due universi lontanissimi, riescano a convergere per immaginare uno show è qualcosa di straordinario. Si è trattato di uno scambio: noi abbiamo dato qualcosa ad Amazon, ma Amazon ha dato molto a noi”. Un progetto nato da una sinfonia di competenze: della parte musicale si sono occupati Gianni e il compositore Alessandro Arianti, di quella visual Francesco Mori e Francesco Granieri. Il centro logistico ha fornito la ‘materia prima’ su cui costruire lo spettacolo.

L’idea che arte e azienda, due universi lontanissimi, si incontrino per dare vita a uno spettacolo è qualcosa di unico. Noi abbiamo dato qualcosa ad Amazon, ma Amazon ha dato molto a noi
Gianni Denitto

Una sinfonia di talenti

Quattro professionisti e amici, nati e cresciuti a Torino, con background diversi ma accumunati da un’enorme passione e talento. Gianni è un sassofonista jazz con il pallino dell’elettronica e dei viaggi; attualmente sta portando in tour il suo album, Brain on the Sofa. C’è lui dietro agli assoli live al sassofono dello show. Alessandro, invece, suona con Francesco De Gregori, è il suo pianista ufficiale. “Ho fatto un provino a 17 anni, per caso. Ho suonato la sua Spad e mi ha preso. Ma ero talmente in soggezione che per cinque anni ho continuato a dargli del lei”. È stato proprio Alessandro, a Castel San Giovanni, a dedicarsi alla campionatura e al mixaggio dei suoni. “La prima volta che siamo entrati nel centro logistico ci siamo accorti immediatamente che il magazzino aveva una nota base: suonava in sol. Inequivocabile. Così come i rulli compressori e i lettori dei codici a barre hanno una ‘voce’ propria. Ci siamo detti: perché non raccogliere i suoni e trasformarli in musica?”.

Le scatole diventano una scenografia

Alla musica si sono aggiunte le immagini, pensate, realizzate e scelte da Francesco Mori, visual designer e animatore 3D. “Ho mescolato immagini delle presse e dei nastri trasportatori a spezzoni in cui Gianni ballava e suonava, ad animazioni che seguono il ritmo della musica”, spiega. Poi c’è il contributo di Francesco Granieri, pittore e scultore, che ha messo in campo la sua esperienza con i materiali, decidendo di proiettare lo spettacolo sulla materia prima simbolo del magazzino: il cartone da imballaggio. Suo anche l’allestimento scenografico, un gioco a incastri futuristico di maxi scatoloni.

Un’esperienza unica

Ci sono voluti tre mesi di ascolto e di preparazione per arrivare ai nove minuti di spettacolo, una sorpresa per i 400 partecipanti, dipendenti, familiari e curiosi del mondo Amazon che hanno partecipato ai tour nel week end del 17 e 18 giugno. Tour che mostra come funziona, passaggio dopo passaggio, il centro logistico di Castel San Giovanni. Un gigante di 100 mila metri quadrati (grande come 14 campi da calcio), inaugurato nel 2013 e che conta 1500 dipendenti. “Chi se lo aspettava?”, dice Geraldine Cueff, francese, Instock Manager di Amazon, venuta qui con suoceri e fidanzato da Milano per la giornata a porte aperte. “Ci hanno stupito con questo mix di luci e suoni. Prima non sapevo cosa fosse uno spettacolo di video mapping”. Anche c’è Alessandro Monieri, ingegnere e Youtuber esperto di tecnologia, è entusiasta della visita: “Oltre all’emozione di capire cosa c’è dietro il pacco che ti recapitano a casa, ho assistito a uno show unico. È un giorno che ricorderò per sempre”.

Tra arte e beneficenza

Un week end di arte a fin di bene. Lo spettacolo infatti dà spazio a un’iniziativa di beneficenza a sostegno di TICE (Tecniche di insegnamento per le competenze dell’età evolutiva), una onlus piacentina che si occupa dei ragazzi minorenni con bisogni educativi speciali dal punto di vista scolastico, emotivo e comportamentale. “Di solito dobbiamo bussare noi a tutte le porte, ma in questo caso è stata Amazon a chiamarci. Siamo rimasti colpiti”, spiega la psicologa Francesca Cavallini, presidente di TICE. Quella con Amazon è una collaborazione già rodata: “L’azienda ci aveva donato del materiale per costruire un’aula dedicata ai bambini affetti da autismo.

Una modalità nuova e utile: non ti dò del denaro, ma ti faccio scegliere ciò che ti serve. In questa occasione, invece, ci è stato proposto di allestire uno spazio per far conoscere il nostro lavoro e raccogliere fondi nel contesto dello spettacolo”. Focus del progetto del centro TICE di Castel San Giovanni oggi è il rapporto tra adolescenti e social. “Ovvero come sviluppare attività alternative, perché se sto in rete un numero eccessivo di ore gli effetti sono deleteri. Questa è stata un’occasione unica per far circolare il nostro messaggio”. Associandolo a suoni e immagini indimenticabili.