La capacità di attrarre investimenti, competenze e attività di ricerca rappresenta oggi uno dei principali fattori di competitività dei sistemi economici avanzati: la crescita viene influenzata dalla qualità delle strutture economiche che un paese è in grado di attrarre, connettere e attivare. È in questa prospettiva che vanno lette le prime evidenze dell’undicesima edizione del Global Attractiveness Index (GAI), piattaforma di analisi sviluppata da TEHA Group (The European House Ambrosetti) per misurare l’attrattività dei Paesi e supportare le decisioni di politica economica e industriale.
Le multinazionali come infrastruttura della competitività
Tra le evidenze principali del 2026 si conferma il ruolo strutturale delle imprese multinazionali a controllo estero nell’economia italiana: le multinazionali introducono modelli organizzativi avanzati, competenze specialistiche e pratiche di innovazione che si diffondono lungo le filiere produttive, contribuendo a rafforzare la capacità competitiva del sistema nel suo complesso.
Pur rappresentando solo lo 0,4% delle imprese italiane, le multinazionali sostengono il 9,8% dell’occupazione, il 21,0% del fatturato, il 17,5% del valore aggiunto, evidenziando un contributo fortemente concentrato nei segmenti a più alta produttività e valore aggiunto. Numeri che confermano come la presenza di investitori internazionali possa contribuire in modo significativo alla crescita economica, alla creazione di valore e al rafforzamento della competitività del sistema produttivo.
Questo contributo porta a riflettere anche sul potenziale non ancora sbloccato e sulla necessità di rimanere attrattivi in un contesto internazionale sempre più competitivo: le stime del GAI indicano che un allineamento dell’Italia ai valori medi degli altri Paesi europei in termini di presenza di multinazionali potrebbe tradursi in un impatto potenziale sul PIL pari a 161 miliardi di euro, equivalente al 7,1% dell’economia nazionale.
Innovazione: il nodo strutturale del Paese
Il GAI 2026 conferma come l’innovazione resti una delle principali fragilità strutturali dell’Italia.
Nel 2024 la spesa in Ricerca e Sviluppo si attesta all’1,38% del PIL, un livello ancora distante dalla media UE-27 (2,13%).
In questo contesto, le multinazionali rappresentano uno dei principali acceleratori dell’innovazione nazionale: contribuiscono per il 38,3% della spesa complessiva in R&D del sistema produttivo italiano, pari a circa 6,5 miliardi di euro. Il loro contributo è particolarmente rilevante perché combina investimenti, capacità di ricerca e connessione con reti globali della conoscenza, elementi che rafforzano la competitività industriale del Paese.
Tra le principali direttrici di rafforzamento dell’attrattività individuate dal GAI emerge il potenziamento degli investimenti in innovazione e Ricerca e Sviluppo, da perseguire attraverso un sistema più efficace di incentivi alla ricerca privata, una collaborazione più strutturata tra imprese e università e il rafforzamento dei meccanismi di trasferimento tecnologico.
Formazione e capitale umano
Accanto all’innovazione, il GAI 2026 identifica nel capitale umano un’ulteriore linea strategica per consolidare la competitività dell'Italia.
Pur godendo di asset di valore (tra cui un sistema universitario diffuso, città ad alta attrattività culturale e competenze riconosciute in numerosi ambiti), il Paese mostra infatti un ritardo significativo nella formazione terziaria: nel 2024 solo il 31,6% della popolazione tra 25 e 34 anni è laureata, contro il 45,4% della media UE, dato che colloca l’Italia al penultimo posto nell’Unione. A questo si aggiunge un fenomeno crescente di mobilità in uscita: nel 2024 oltre 49.500 laureati italiani hanno lasciato il Paese, con un costo stimato della formazione pubblica pari a circa 6,9 miliardi di euro.
Secondo le raccomandazioni del GAI, rafforzare l’attrattività del sistema Paese richiede un intervento lungo l’intera filiera del talento: aumentare il numero di laureati, potenziare i percorsi STEM, attrarre studenti e ricercatori internazionali e ridurre le principali barriere amministrative e logistiche all’accesso al sistema universitario, tra cui la semplificazione dei visti, l’ampliamento dell’offerta di corsi in lingua inglese e il rafforzamento della disponibilità di alloggi dedicati.
L’esperienza di Amazon in Italia
L’esperienza di Amazon in Italia si inserisce in questo quadro come esempio del ruolo positivo che le multinazionali possono svolgere nel rafforzamento della competitività del sistema economico.
Dal suo arrivo in Italia nel 2010, Amazon ha investito oltre 25 miliardi di euro nel Paese, contribuendo allo sviluppo di infrastrutture logistiche e digitali, alla modernizzazione delle filiere produttive e alla crescita dell’occupazione.A fine 2024, l’azienda conta oltre 19.000 dipendenti a tempo indeterminato in Italia, attivi in più di 60 strutture tra centri logistici, uffici corporate, data center e servizi al cliente. A questi si aggiunge un impatto occupazionale più ampio: secondo stime Keystone, gli investimenti Amazon hanno sostenuto oltre 40.000 posti di lavoro indiretti e più di 10.000 indotti nel 2024.
In linea con le priorità del GAI, Amazon contribuisce al sistema Paese attraverso l'innovazione tecnologica applicata ai processi produttivi e logistici. L'azienda ha sviluppato in Italia un modello di investimento orientato all'adozione di automazione, robotica e intelligenza artificiale, con impatto diretto sulla modernizzazione delle filiere e sulla qualità del lavoro. Esempio chiave è l'Operations Innovation Lab di Vercelli, uno dei tre poli mondiali dedicati all'innovazione operativa e l'unico fuori dagli USA, focalizzato su robotica industriale, veicoli autonomi e imballaggio automatizzato. Nel solo 2024, Amazon ha introdotto 120 nuove tecnologie di automazione nella rete europea, a cui si aggiungono oltre 700 milioni di euro investiti in innovazioni tecnologiche nei depositi di smistamento europei dal 2021 al 2025.
Un ulteriore ambito di priorità strategica per Amazon riguarda lo sviluppo delle competenze e del capitale umano, Attraverso l’Amazon & AWS Education Commitment, ci siamo dati l’obiettivo di sostenere 200.000 talenti in Italia nella formazione STEM entro il 2026, contribuendo ad ampliare il bacino di competenze digitali e ad avvicinare nuovi profili alle professioni tecnologiche.
Una traiettoria di crescita
Le evidenze del GAI 2026 mostrano come competitività, innovazione e capitale umano non siano dimensioni separate, ma parti di un unico sistema.
La crescita del Paese dipende dalla capacità di mettere in relazione questi elementi: attrarre investimenti, rafforzare la ricerca, valorizzare le competenze e sostenere lo sviluppo delle imprese.
In questa prospettiva, le multinazionali non rappresentano solo un attore economico, ma un’infrastruttura della competitività, in grado di connettere capitale, conoscenza e lavoro qualificato lungo le filiere globali del valore.