Per i quasi 20 milioni di italiani[1] che hanno scelto il mese di agosto per partire, le vacanze sono ormai un lontano ricordo: le sveglie hanno ricominciato a suonare e le agende a riempirsi. A metà settembre, il ritorno alla quotidianità è realtà per molti: insieme a lavoro e scuola sono tornati anche appuntamenti, scadenze, spesa, pasti e tutte quelle piccole cose da ricordare, organizzare e incastrare ogni giorno. È proprio la somma di queste incombenze a rendere il rientro più faticoso, un carico che va oltre la semplice agenda, in quanto sottrae tempo ed energie a ciò che si vorrebbe fare per sé.

A raccontarlo è una nuova indagine realizzata da AstraRicerche per Amazon Alexa, secondo cui due italiani su tre (66%) valutano abbastanza o molto faticoso tornare alla routine. Più che gennaio, è settembre ad assumere i contorni di un vero Capodanno della quotidianità: un nuovo inizio che si concentra soprattutto tra metà settembre e l’inizio di ottobre, considerato il momento del vero rientro alla cosiddetta normalità da un italiano su tre.

Tra i supporti per alleviare la fatica mentale di questa fase, la ricerca rivela un’apertura nei confronti dell’adozione dei nuovi assistenti vocali potenziati dall’AI generativa, con il 56% degli intervistati già disposto ad usare voce ed AI per beneficiare di un assistente personale capace di agire davvero e portare a termine alcuni compiti.

Quando riparte tutto insieme, la fatica si fa sentire

Tornare ai soliti ritmi è considerato ciò che appesantisce mentalmente oltre la metà degli italiani (57,5%), ma in aggiunta alla sveglia mattutina, la difficoltà maggiormente indicata è quella di dover rimettere in moto tanti pezzi della giornata contemporaneamente: la gestione della casa (40%), le pratiche lasciate in sospeso (37,7%), gli impegni e appuntamenti da riorganizzare (36,9%) e la ripresa di programmare spesa e pasti (28,4%). In merito a questi ultimi, le principali criticità riguardano trovare idee per pasti sani e vari (37,9%), avere energie dopo il lavoro (33%) e riuscire a conciliare i tempi (32%), confermando come il peso maggiore risieda nella pianificazione.

Anche una volta superato il rientro, questo lavoro organizzativo non scompare, e la somma delle piccole incombenze quotidiane che prevedono di predisporre, prendere decisioni, ricordare e confermare le cose da fare è avvertita come faticosa da oltre sette italiani su dieci.

Dieci minuti per una pratica, altri cinque per organizzare un appuntamento, un messaggio che cambia i programmi, il supermercato da incastrare prima di cena: se uno alla volta sembrano compiti minimi, messi insieme diventano un fardello temporale e mentale non trascurabile. Infatti, quasi tre italiani su dieci (28,4%) dedicano più di un’ora al giorno alla programmazione quotidiana, l’equivalente di oltre 22 giorni all’anno, mentre un altro 44,4% impiega fino a 60 minuti. L’impegno legato a questa attività non è distribuito in modo uniforme: le donne superano l'ora quotidiana nel 33% dei casi contro il 24% degli uomini, e le Gen X e Y sono le fasce più coinvolte con il 31%.

E se questo carico si potesse alleggerire?

È in questo spazio fatto di micro-decisioni, pianificazione e attività ripetitive che gli assistenti vocali potenziati dall’AI generativa possono trovare un ruolo tangibile aiutando a cercare informazioni, ricordare scadenze, organizzare impegni e portare a termine alcune attività. I benefici attesi contemplano un minor carico mentale e maggiore serenità (33,3%), recupero di tempo (33%) e una migliore organizzazione ed efficienza (31,5%). In altre parole, il valore dell’AI sembra stare soprattutto nella possibilità di restituire spazio alla giornata e a sé stessi.

Il passo in più riguarda la possibilità di passare dalla risposta all’azione: oltre la metà degli italiani intervistati (53%) guarda con interesse a un assistente AI capace di svolgere concretamente alcune attività. E non si tratta soltanto di curiosità: oltre il 56% si dichiara intenzionato a provarlo. Proprio il rientro è uno dei momenti in cui questo aiuto appare più tangibile: in fase di ritorno alla routine il 43,2% degli intervistati ritiene utile il supporto di un assistente vocale AI capace di conoscere le proprie preferenze e semplificare alcune decisioni.

Delegare attività concrete, senza perdere il controllo

Il modello desiderato è quello di un assistente che affianca nelle decisioni: il 38,6% preferirebbe che proponesse una soluzione, lasciando poi all’utente la conferma finale. Meno scelte da gestire, dunque, ma con l’ultima parola ancora alla persona. Tra le attività concrete che gli intervistati affiderebbero più volentieri a un assistente AI emergono la prenotazione di un ristorante (57,4%), la chiamata di un taxi (55,4%), il fissare un appuntamento (51,3%) e l’acquisto di un biglietto del treno (48,7%).

Infine, per gli italiani, il valore aggiunto dell’assistente AI risiede anche nella capacità di conoscere chi lo utilizza e accompagnarlo nei diversi momenti della giornata. Il 45,3% degli intervistati ritiene infatti che diventi più efficace quanto più conosce gusti, preferenze e abitudini dell’utente, mentre il 53,7% apprezza la possibilità di iniziare un’attività su un dispositivo e proseguirla su un altro, ottimizzando i tempi e garantendo un’esperienza fluida e continuativa.

Alexa+ porta queste capacità nella quotidianità attraverso un’esperienza sempre più personalizzata. La nuova versione di Alexa basata sull’AI generativa può infatti mantenere il contesto delle conversazioni e conoscere progressivamente preferenze, abitudini e informazioni condivise dall’utente, così da offrire un supporto più naturale e rilevante. E può passare dalla conversazione all’azione: ad esempio, trovare e prenotare un ristorante con la voce, grazie all’integrazione con TheFork.

"La svolta agentica non è ancora parte della vita degli italiani ma è prossima a venire. Quello che questa ricerca mostra chiaramente è che gli italiani sono perfettamente consapevoli dell’utilità dell’AI, con cui non solo si dialoga ma a cui si possono delegare – mantenendo il controllo – alcune attività ‘rubatempo’ della propria vita. E questo diventa particolarmente importante a fronte del grande carico di tempo e fatica psico-fisica dovuta alla somma di tante piccole azioni, decisioni, scelte da fare ogni giorno che portano via energie e tempo e che invece un agente, in grado non solo di rispondere ma anche di ‘fare’ potrebbe in parte risolvere, liberando minuti e ore destinabili ad esperienze di maggior valore. Gli italiani sono pronti a questo salto e dimostrano una grande curiosità per questo nuovo tipo di utilizzo del digitale".
Cosimo Finzi
Direttore di AstraRicerche

Nota metodologica: la ricerca è stata realizzata da AstraRicerche per Amazon Italia attraverso 1.015 interviste online, con metodologia CAWI, a un campione di individui tra i 18 e i 70 anni rappresentativo della popolazione italiana per genere, età e area geografica. La rilevazione si è svolta a fine luglio 2026.

[1] Indagine Coldiretti/Ixè, luglio 2026.