Per molte piccole e medie imprese, produrre contenuti video professionali, pianificare campagne sulla TV in streaming o comunicare in più Paesi ha rappresentato a lungo una sfida, soprattutto per i costi e la complessità operativa. Oggi gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale stanno riducendo queste barriere. Secondo una ricerca commissionata da Amazon Ads e condotta da Opinium tra 300 responsabili marketing di PMI italiane, il 69% degli intervistati ha raggiunto audience, canali e formati pubblicitari che tre anni fa considerava inaccessibili. Per il 55%, l’IA ha reso la TV in streaming una possibilità concreta per la prima volta.
"Stiamo assistendo a un cambio di passo nella sicurezza con cui le piccole e medie imprese si approcciano alla pubblicità. Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale le aiutano a raggiungere canali, audience e formati che fino a poco tempo fa sembravano fuori portata".
La TV in streaming diventa più accessibile
Tre anni fa, solo il 33% delle PMI intervistate considerava la TV in streaming realmente accessibile. Le principali barriere erano i costi (46%), gli investimenti minimi richiesti (32%) e la complessità della pianificazione (23%). Oggi, tra le imprese interessate a questo canale, il 43% ritiene che possa aiutarle a raggiungere nuove audience, il 35% ad aumentare la notorietà del brand e il 27% a rafforzarne la credibilità.
Dalla crescita internazionale alle nuove possibilità creative
L’IA sta semplificando anche attività tradizionalmente complesse per le imprese più piccole, come l’adattamento creativo e la localizzazione delle campagne in più Paesi. Tra le aziende che tre anni fa le consideravano inaccessibili, il 32% afferma che oggi sono diventate più semplici grazie all’intelligenza artificiale. I benefici riguardano anche i risultati di business: il 50% degli intervistati afferma che le strategie pubblicitarie supportate dall’IA hanno contribuito alla crescita dell’impresa, il 37% ha migliorato la percezione del brand e il 33% ha lanciato nuove categorie di prodotto. Sul fronte creativo, il 79% è propenso a utilizzare l’IA per produrre contenuti, mentre il 58% ritiene che favorisca un approccio più creativo alla comunicazione.
"Quando abbiamo lanciato il nostro primo prodotto, il rasoio, sapevamo che ci saremmo confrontati con brand molto più grandi. Amazon Ads ci ha dato la possibilità di distinguerci attraverso il branding, il posizionamento e uno stile visivo coerente tra campagne su Amazon, televisione, affissioni e rivenditori".
Le persone restano al centro delle decisioni
Nonostante la crescente adozione dell’IA, il controllo rimane saldamente nelle mani delle persone: nel 45% delle imprese la decisione finale sulle attività pubblicitarie spetta al titolare e nel 27% al responsabile marketing. Solo l’1% si affida a processi completamente automatizzati. Tre PMI su quattro ritengono inoltre che l’intelligenza artificiale sarà importante per la competitività futura. Le aree di maggiore interesse sono la generazione di contenuti (56%), la pianificazione strategica (45%) e l’analisi dei concorrenti (38%).
Gli strumenti di Amazon Ads per le PMI
Amazon Ads mette a disposizione soluzioni self-service per pianificare, creare, ottimizzare e misurare le campagne. Ad esempio, Campaign Manager riunisce le attività pubblicitarie in un unico ambiente, mentre Creative Agent consente di sviluppare in poche ore contenuti per TV in streaming, video e display, senza dover ricorrere a produzioni esterne. Le imprese possono inoltre accedere a formati video, display, audio e pianificare annunci sponsorizzati sulle proprietà Amazon e su quelle di terze parti.
Metodologia: La ricerca è stata commissionata da Amazon Ads e condotta da Opinium su 300 responsabili delle decisioni marketing B2C di piccole e medie imprese italiane, nell’ambito di un’indagine più ampia che ha coinvolto 4.100 intervistati in 14 Paesi. Le informazioni sono state raccolte tra il 7 e il 23 aprile 2026.