La sfida: ripensare i depositi di smistamento Amazon, quelle strutture dove i nostri ordini vengono ripartiti ed indirizzati per la spedizione, con l’obiettivo di renderli sempre più a misura dei dipendenti impegnati nel turno di notte. “Non vedevamo l’ora di metterci alla prova”, racconta Monika Petraityte, 27 anni, lituana – intelligente, preparata e con una determinazione da marine. Monika è la portavoce del gruppo di studenti che ha vinto la prima edizione degli Amazon Design Awards, iniziativa realizzata in collaborazione con lo IED di Milano e rivolta ai 23 corsisti del Master internazionale di Interior Design per l’anno accademico 2016-2017.

Un contest ambizioso, in cui i ragazzi sono stati valutati da una giuria mista composta da manager di Amazon e docenti dello IED. Innovazione, funzionalità e aderenza ai valori aziendali i criteri che hanno guidato la scelta dei vincitori. “L’ha spuntata il mio gruppo, con il progetto ‘Limitless’, senza limiti, un nome che è un omaggio alla filosofia di Amazon del fare sempre di più, sempre meglio”, continua Monika. “Abbiamo ricevuto le istruzioni dall’azienda nel luglio scorso. Al momento di dividerci in gruppi, Urte, Francesca, Ankita ed io ci siamo scelte con un’occhiata: siamo amiche e condividiamo la stessa etica del lavoro”. E ce n’è stato, di lavoro. “Ci siamo impegnate moltissimo, week end compresi, l’entusiasmo era alle stelle, le idee sul tavolo centinaia”.

Quattro ragazze sorridono di fronte a un muro di scatole Amazon. Sono Monika, Urte, Francesca e Ankita, vincitrici dell'Amazon Design Award, quattro studentesse del Master in Interior Design dello IED Milano hanno vinto gli Amazon Design Awards, una competizione in cui si chiedeva ai corsisti di ripensare i depositi di smistamento Amazon con uno sguardo alla praticità e al comfort dei dipendenti.
Le quattro vincitrici dell'Amazon Design Award

Tra mobili di recupero e App innovative

Primo passo per tutta la classe: la visita al deposito di smistamento di Rogoredo. “Per entrare appieno nella realtà Amazon, capire cosa e come migliorare. Poi abbiamo passato un mese a documentarci: sull’azienda e la sua filosofia, ma anche su questioni fisiche legate al ciclo del sonno e al metabolismo. Abbiamo divorato articoli di riviste scientifiche, scoprendo che, nel contesto di un turno di notte, dei micro sonnellini di 20 minuti tra l’una e le tre del mattino aiutano a rilassarsi e a mantenere il benessere dell’organismo. Per questo abbiamo creato delle zone relax”, spiega Monika. Fondamentale anche l’alimentazione: “Deve essere leggera e composta da cibi freschi. Così abbiamo sviluppato una App di consegna notturna di frutta e verdura”. Nel progetto si tiene conto anche del bisogno di socializzare: “Abbiamo immaginato degli spazi di aggregazione, tutti di forma circolare per facilitare l’incontro”. Infine il mobilio: “Per rimanere ancorate a uno dei pilastri dell’azienda, la frugalità, abbiamo pensato di realizzare i complementi d’arredo recuperando gli imballaggi usati e dotandoli di rotelle, a vantaggio della flessibilità negli spazi di lavoro”. Ma ci sono stati anche momenti di difficoltà: “Giornate in cui non ci si trovava d’accordo su nulla. Allora ci prendevamo una pausa, anche solo di dieci minuti e ricominciavamo. È stata una grande lezione: abbiamo imparato a mediare e lavorare in squadra”.

Il progetto del gruppo di Monika convince. “Quando ci hanno annunciato la vittoria durante la cerimonia finale non riuscivamo a crederci”. In premio cinque giorni a Seattle, in visita alla sede di Amazon e ad alcune delle sue strutture più innovative. Nonché la possibilità di presentare il progetto ai brand specialist dell’azienda. “Un sogno: non capita tutti i giorni di potersi confrontare con professionisti di questo livello e ricevere i complimenti per il proprio lavoro.”

Sei ragazze in posa mentre reggono dei biglietti aerei giganti. Quattro di loro sono Monika, Urte, Francesca e Ankita, quattro studentesse del Master in Interior Design dello IED Milano che hanno vinto gli Amazon Design Awards, una competizione in cui si chiedeva ai corsisti di ripensare i depositi di smistamento Amazon con uno sguardo alla praticità e al comfort dei dipendenti. Sullo sfondo, uno schermo di proiettore.

“Hanno vinto tutti i ragazzi”

“Ma hanno vinto tutti”, dice Giorgio Marco Grandi, coordinatore del Master in Interior Design dello IED. “Perché per tutti è stata un’occasione unica di mettersi in contatto con una realtà lavorativa vera”. Giorgio è il professore che tutti vorremmo avere: entusiasta, disponibile e orgoglioso dei suoi ragazzi. “Studenti che vengono da tutto il mondo: India, Cina, Turchia, Egitto. Il master dura un anno, ci vediamo tutti i giorni e per loro divento una specie di papà adottivo”. Un padre che li ha seguiti uno a uno durante questo progetto. “Sono soddisfattissimo perché dalla teoria, dai libri, sono dovuti passare alla pratica. Con Amazon hanno fatto una simulazione importante, hanno capito che le idee si devono adattare ai budget, che il bello non è sempre l’utile: è stata un’incredibile esperienza di crescita collettiva”. “Anche per noi di Amazon”, dice Elena Cottini, PR Operations Manager di Amazon, che dei depositi di smistamento conosce ogni angolo. “Siamo stati travolti da una ventata di aria fresca. Questi ragazzi hanno un’energia incredibile, hanno davanti a loro un foglio bianco tutto da disegnare e con il loro entusiasmo ci hanno mostrato che davvero ‘il cielo è l’unico limite’, basta volere e tutto si può. Auguro a tutti loro di mantenere questo approccio alla vita, ogni giorno come fosse il primo giorno”.