1° aprile 2019, Seattle: Carlotta, Francesco e Andrea, area manager presso i tre centri di distribuzione di Amazon in Italia, varcano l’ingesso dell’edificio principale del quartier generale dell’azienda, dove incontreranno Jon Battles, Director Worlwide Advanced Technology. Non si tratta di un pesce d’aprile, ma dell’appuntamento finale degli Amazon Innovation Award, il concorso lanciato da Amazon in Italia nel 2016, in collaborazione con il Politecnico di Milano – ed esteso successivamente anche al Politecnico di Torino e l’Università di Roma Tor Vergata – con l’obiettivo di stimolare gli studenti a mettere in gioco le proprie conoscenze e la propria creatività elaborando idee e soluzioni originali ed innovative.
I tre area manager sono gli accompagnatori del team vincitore a livello nazionale, che si è aggiudicato la possibilità di volare a Seattle per visitare la sede centrale di Amazon e presentare il progetto al top manager.
Quest’anno, a trionfare è stato Xiva, il progetto di un team di quattro studenti dell’ateneo romano in gara. Xiva è un robot in grado di caricare e scaricare autonomamente le ceste piene di prodotti: opera in un ambiente ibrido in cui addetti al magazzino e macchine automatizzate lavorano costantemente a stretto contatto, migliora le condizioni ergonomiche, bilancia i carichi e rende più efficienti le postazioni di prelievo e stoccaggio.
“Il punto di forza del progetto è sicuramente quello di essere innovativo, ma prima di tutto realizzabile ed è per questo che è stato premiato dalla giuria” spiega Francesco Faggiano, Operations Manager del centro di distribuzione Amazon di Vercelli. “Inoltre, si pone l’obiettivo di migliorare la sicurezza all’interno degli stabilimenti e, di conseguenza, le condizioni di lavoro dei dipendenti. Era un progetto orientato al processo, ma anche e soprattutto alla persone”.

Perché Amazon è il posto giusto per me

Per entrare a far parte delle giurie degli Amazon Innovation Award, i tre Area Manager hanno dovuto consegnare un elaborato che spiegasse perché Amazon è “il posto giusto per loro”, sia dal punto di vista lavorativo che di crescita personale. “Nel mio racconto ho parlato dell’ispirazione che mi ha trasmesso mio nonno: da lui ho sempre colto la motivazione per fare qualcosa di importante nella vita” racconta Andrea Fogliati, Area Manager nel centro di distribuzione di Passo Corese che grazie al suo elaborato è stato selezionato per far parte della giuria che ha valutato i progetti dell’Università di Tor Vergata.
“Per raccontare la mia esperienza, ho scelto di sviluppare la traccia paragonando il mio percorso in Amazon al libro - poi diventato film - ‘Mangia, Prega, Ama’” spiega Carlotta Maselli, Area Manager del centro di distribuzione di Castel San Giovanni. “Come la protagonista, anch’io all’inizio sono entrata in un mondo tutto nuovo e che non conoscevo (Mangia). Dopodiché ho attraversato una fase più riflessiva, e ho meditato se Amazon fosse davvero il posto giusto per me (Prega). Infine, ho capito che sono portata per questo lavoro e che mi ci voglio dedicare al 100% (Ama)”. Grazie all’originalità del suo elaborato, Carlotta è stata selezionata per far parte della giuria che ha valutato i progetti del Politecnico di Milano. Francesco, invece, ha raccontato la sua esperienza in Amazon a partire dai primi mesi di formazione in Germania, fino ad arrivare al Day 1 nel centro di distribuzione di Vercelli: “All’inizio ero dubbioso: ho studiato ingegneria aerospaziale e non sapevo se ‘buttarmi’ in qualcosa di completamente diverso dai miei studi. Poi mi sono convinto e, nonostante le difficoltà iniziali, ho ingranato la marcia e durante il lancio di MXP3 ho ricevuto dei complimenti incoraggianti. Infatti, successivamente, mi è stato anche chiesto di supportare il lancio dello stabilimento in via di apertura a Dortmund, in Germania. È stata una grande prova di fiducia per tutto ciò che ero riuscito a realizzare”. L’elaborato è valso a Francesco l’opportunità di far parte della giuria che ha valutato i progetti del Politecnico di Torino.

Il viaggio a Seattle

I tre Area Manager hanno dunque valutato, insieme agli altri membri delle giurie, i progetti presentati dagli studenti dei tre atenei. Per ogni istituto, è stato eletto un vincitore che ha concorso a livello nazionale. A trionfare è stato dunque un team di studenti di Tor Vergata, composto da Michele Baldassarre, Claudia Costanzo, Miriam Di Mario e Giulia Di Prospero che, accompagnati dal loro docente di Operations Management, Massimiliano Schiraldi, si sono recati presso il quartier generale di Amazon a Seattle, negli Stati Uniti, per presentare il loro progetto ad alcuni dei top manager dell’azienda.
“Il nostro ruolo nel viaggio era supportare i ragazzi nella preparazione della presentazione e dargli la giusta carica” racconta Andrea “Ci tenevo che riscuotessero molto successo: se lo meritano e credo molto nel loro progetto”. “Abbiamo avuto tempo anche per un po’ di svago in giro per la città. Abbiamo visitato gli headquarters, un’esperienza indimenticabile” spiega Francesco. “Nei quattro studenti ho rivisto un po’ la me stessa di qualche anno fa. Il professor Schiraldi è stato anche mio docente!” ricorda Carlotta. “Sono ragazzi giovani, pronti a dare tantissimo al mondo del lavoro, hanno solo bisogno delle giuste opportunità”.

Tre Area Manager dei centri di distribuzione Amazon in Italia posano nelle Spheres della sede di Seattle

In Amazon è sempre il primo giorno

“I ragazzi della nostra generazione hanno bisogno di dinamicità e Amazon è un’azienda che offre ogni giorno nuovi stimoli” racconta Carlotta. “Ci tengo a fare i complimenti a tutte le università che hanno partecipato al concorso” commenta Andrea “Tutti i progetti erano interessanti ed è bello vedere che gli atenei si impegnino a presentare progetti volti a stimolare i giovani a risolvere problematiche reali. Una mente giovane e fresca riesce a vedere le cose in modo diverso”. “Amazon è un’azienda che ti spinge a dare tanto, dove le idee vengono accolte e considerate, e questo è dimostrato anche dalle iniziative che promuove, come gli Amazon Innovation Award” conclude Francesco.