Come tutti gli anni, il mese di giugno è dedicato all’orgoglio della comunità LGBTQIA+ e anche in Amazon vogliamo celebrare la diversità e la libertà di poter essere sé stessi. Siamo convinti che sia responsabilità di ciascuno promuovere la diffusione di una cultura inclusiva, contro ogni tipo di discriminazione, e ci impegniamo a garantire un ambiente di lavoro positivo per tutte le nostre colleghe e tutti i nostri colleghi.

Un ponte di comunicazione importante tra l’ambiente di lavoro interno di Amazon e la realtà esterna è Glamazon, l’Affinity Group aperto a tutte le nostre persone, che rappresenta uno spazio di crescita, supporto e sviluppo di iniziative con l’obiettivo di contribuire a una maggiore consapevolezza sulle tematiche LGBTQIA+. Delle attività di raccolta fondi, all’organizzazione di eventi, alle giornate formative, fino alla creazione di training sul linguaggio e sul pregiudizio inconsapevole: il gruppo nel corso degli anni ha saputo assumere un ruolo di guida e confronto per chiunque ne faccia parte, sia appartenenti alla comunità che alleate e alleati.

Quest’anno per confermare il nostro impegno, in occasione del mese del Pride, abbiamo annunciato una collaborazione con Arcigay Italia: il primo passo è una donazione volta a promuovere l’operato dei centri antidiscriminazioni della rete, che offrono supporto alle persone LGBTQIA+ vittime di violenza, allontanate da casa, e che per questo che si trovano in condizioni di fragilità e vulnerabilità.

“Proud to be me”: la diversità è un valore. Amazon celebra il mese dell'orgoglio LGBTQIA+

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Per raccontare cosa significano per noi diversità e inclusione abbiamo raccolto le testimonianze di alcune colleghe e colleghi che ogni giorno si impegnano per diffondere una cultura inclusiva dentro e fuori Amazon.

Gionathan ed Elisabetta

Elisabetta lavora nel centro di distribuzione di San Salvo, in provincia di Chieti: “Lavorando in Amazon ho avuto davvero la percezione che tutti siamo diversi, ma allo stesso tempo siamo uguali e quindi considerati e valorizzati per le nostre unicità”.
Le fa eco il suo collega Gionathan: “Quando sono entrato in Amazon mi sono sentito subito accolto e a mio agio a condividere la mia storia. Il momento che mi ha cambiato la vita è stato quello in cui ho fatto coming out con la mia migliore amica: la sua reazione mi ha fatto capire di non essere sbagliato e da quel momento ho intrapreso un percorso per conoscermi, capirmi, accettarmi e infine per volermi bene. Vorrei mandare un invito alla condivisione; se trattiamo le nostre diversità con serenità, diamo la possibilità agli altri di conoscerci e scoprirci. Spesso si ha paura di ciò che non si conosce, ma con la parola è possibile capire che le diversità di ciascuno di noi possono avvicinarci anziché separarci”.

Men and women smiling in our sites for Pride month
Elisabetta, HR Associate Partner nel centro di distribuzione di San Salvo. “Lavorando in Amazon ho avuto davvero la percezione che tutti siamo diversi, ma allo stesso tempo siamo uguali e quindi considerati e valorizzati per le nostre unicità
Men and women smiling in our sites for Pride month
Gionathan, HR Associate Partner nel centro di distribuzione di San Salvo: "Spesso si ha paura di ciò che non si conosce, ma con la parola è possibile capire che le diversità di ciascuno di noi possono avvicinarci anziché separarci”.

Davide e Riccardo

Davide e Riccardo lavorano nel customer service di Cagliari. “Qui c’è una condizione armonica, i valori di diversità e inclusione sono fondamentali e ti senti accettato per quello che sei davvero. Secondo me un enorme valore aggiunto sono gli affinity group: grazie a queste community puoi tenere informati i colleghi e discutere di tutte le tematiche più importanti per noi. Io sono iscritto a quello dedicato alla sostenibilità e a Glamazon, che organizza attività di formazione, e con cui partecipo al Pride”, ci spiega Riccardo.
Davide invece racconta: “All’inizio ero titubante nel dichiarare le mie scelte, ma mi sono dovuto ricredere. Non ho mai visto sguardi indiscreti, tutto è avvenuto in maniera naturale. Questo, poi, mi ha permesso di vivere il mio lavoro in maniera più naturale e felice, ed anche con i colleghi c’è un buonissimo rapporto. Tra l’altro, questa apertura dell’azienda verso le tematiche LGBTQ+ mi ha spinto a fare un passo avanti e adoperarmi per accogliere al meglio tutte le altre persone omosessuali che vengono assunte”.

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Davide, lavora da 10 anni nel Customer Service di Cagliari, dove si occupa di supportare i clienti in tutte le problematiche: "All’inizio ero titubante nel dichiarare le mie scelte, mentre qua ho subito respirato aria di apertura. Non ha mai visto sguardi indiscreti, ma tutto è avvenuto in maniera naturale. Questo mi ha permesso di vivere il mio lavoro in maniera più naturale e felice ed anche con i colleghi c’è un buonissimo rapporto”.
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Riccardo, 38 anni, lavora negli uffici del Customer Service a Cagliari: "C’è una condizione armonica, qui i valori della diversità e inclusione sono fondamentali e ti senti accettato per quello che sei davvero".

Luca, Raffaele e Desiree

Luca ricopre il ruolo di Team Leader nel centro di distribuzione di Cividate al Piano, in provincia di Bergamo e spiega: “In Amazon sei davvero libero di essere quello che sei e dire quello che pensi. Per me è stata un po’ una sorpresa, non mi aspettavo tutta questa attenzione alle tematiche dell’inclusione. È stata però una cosa naturale, venuta con il tempo grazie anche alla molteplice diversità culturale presente in azienda. Poco alla volta, rimanendo me stesso, mi sono aperto agli altri. Poi, un giorno, il mio manager mi ha chiesto se desiderassi occuparmi di un’attività legata al mese del Pride: non mi ero mai sentito in dovere di fare dichiarazioni ufficiali, ma c’era stata un’intesa per cui entrambi, con grande naturalezza, ci eravamo capiti. Questa cosa mi fa sentire bene”.

“Non tollero chi non tollera”, questa è una delle più profonde convinzioni di Raffaele, IT support Technician nello stesso sito di Luca. “Qui riesci a capire veramente l’importanza dell’accettazione e della diversità. L’ultimo gesto concreto, di cui sono molto contento, è un nuovo programma in cui i dipendenti possono descriversi, scegliendo genere, pronomi e inserendo anche la corretta pronuncia del loro nome. Sarà un dettaglio, ma tanti brevi messaggi indicano una direzione netta”

Desirèe ha 34 anni, attualmente ha una compagna ed è una grande appassionata di animali. Da sempre si impegna nella sensibilizzazione per le tematiche LGBTQIA+, partecipa alle manifestazioni ed è iscritta a Glamazon: “In Amazon c’è un clima molto aperto verso questi argomenti, fa parte del suo DNA. Quest’anno insieme ad alcuni colleghi abbiamo ideato anche dei gadget per celebrare questo mese, c’è un clima solidale che amo”.

people working at amazon
Raffaele, 26 anni, lavora come IT support Technician presso il centro di distribuzione di Cividate al Piano: "Qui riesci a capire veramente l’importanza dell’accettazione e della diversità. L’ultimo gesto concreto, di cui sono molto contento, è un nuovo programma in cui i dipendenti possono descriversi, scegliendo genere, pronomi e inserendo anche la corretta pronuncia del loro nome. Sarà un dettaglio, ma tanti brevi messaggi indicano una direzione netta"
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Foto di Luca ricopre il ruolo di Team Leader nel centro di distribuzione di Cividate al Piano, in provincia di Bergamo: “In Amazon sei davvero libero di essere quello che sei e dire quello che pensi. Per me è stata un po’ una sorpresa, non mi aspettavo tutta questa attenzione alle tematiche dell’inclusione. È stata però una cosa naturale, venuta con il tempo grazie anche alla molteplice diversità culturale presente in azienda. Poco alla volta, rimanendo me stesso, mi sono aperto agli altri".<br>
Pride
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Desirèe, 34 anni, lavora nel centro di distribuzione di Cividate al Piano come Stores Coordinator: "In Amazon c’è un clima molto aperto verso questi argomenti, fa parte del suo DNA. Quest’anno insieme ad alcuni colleghi abbiamo ideato anche dei gadget per celebrare questo mese, c’è un clima solidale che amo”.

Mara e Mario

Mara, 60 anni, lavora nel centro di distribuzione di Ardea: è una donna dal cuore grandissimo, una vera forza della natura, che con il marito ha deciso di adottare 5 ragazzi, tutti fratelli fra loro. Il suo ultimo figlio, John, è un ragazzo omosessuale, che in lei ha trovato un’alleata insostituibile: “Non mi interessa l’orientamento sessuale dei miei figli, basta che siano felici”. Per Mara il valore della libertà è fondamentale e ritrovarlo anche al lavoro è stata la conferma di essere nel posto giusto: “L’azienda fa dell’inclusione un punto di forza. E poi anche confrontarci fra colleghi di tutti i livelli su diverse tematiche è molto importante, aiuta a parlare ed esternare i propri sentimenti senza pregiudizi”.

Nel centro di Ardea lavora anche Mario, HR Assistant di 27 anni: “Ho sempre saputo di essere omosessuale, anche se in alcuni momenti non è stato facilissimo, soprattutto arrivando da una città piccola. Qui al lavoro mi sono sentito a mio agio dal primo giorno, c’è tantissima attenzione per tutte le n tematiche legate all’inclusione. Una cosa a cui tengo molto è creare un ambiente positivo anche per gli altri. Una delle parole chiave di Amazon è la “customer obsession”, l’ossessione per soddisfare le necessità del cliente: a un primo impatto sembrerebbe diretta solo per il cliente finale, ma non è così. Ognuno ha dei “clienti” dentro e fuori dall’azienda, delle persone verso cui è rivolto il proprio lavoro. Io mi occupo di risorse umane, quindi tra i miei “clienti” ci sono tutti i miei colleghi. Avere sempre loro in mente, farli sentire come mi sento io, mi aiuta a insistere su questi temi per fare sentire tutti inclusi. Una piccola cosa che è piaciuta? Per sensibilizzare sulle tematiche legate alla diversità all’interno del centro stiamo organizzando un quiz a premi sulla storia comunità LGBTQIA+”.

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Mara, 60 anni, lavora nel centro di distribuzione di Ardea. Con il marito ha deciso di adottare 5 ragazzi, tutti fratelli fra loro. Il suo ultimo figlio, John, è un ragazzo omosessuale, che in lei ha trovato un’alleata insostituibile: “Non mi interessa l’orientamento sessuale dei miei figli, basta che siano felici. L’azienda fa dell’inclusione un punto di forza. E poi anche confrontarci fra colleghi di tutti i livelli su diverse tematiche è molto importante, aiuta a parlare ed esternare i propri sentimenti senza pregiudizi”.
A young man is smiling and wearing a vest
Mario, 27 anni, HR Assistant nel centro di distribuzione di Ardea : “Una delle parole chiave di Amazon è la “customer obsession”, l’ossessione per soddisfare le necessità del cliente: a un primo impatto sembrerebbe diretta solo per il cliente finale, ma non è così. Ognuno ha dei “clienti” dentro e fuori dall’azienda, delle persone verso cui è rivolto il proprio lavoro. Io mi occupo di risorse umane, quindi tra i miei “clienti” ci sono tutti i miei colleghi. Avere sempre loro in mente, farli sentire come mi sento io, mi aiuta a insistere su questi temi per fare sentire tutti inclusi”.

Isabella e Giovanni

Isabella, 37 anni, da quasi 7 anni lavora negli uffici corporate di Milano con il ruolo di Senior Sales Account Manager: il suo compito è quello di supportare i clienti del mondo entertainment per gli investimenti pubblicitari sulle piattaforme di Amazon. È unita civilmente con Barbara e insieme hanno realizzato il sogno di avere un figlio, Filippo, che oggi ha quasi 1 anno. Isabella è molto contenta del clima che ha trovato in Amazon: “L’ambiente di lavoro rispecchia molto la mia personalità, dal primo giorno ho percepito subito quest’apertura mentale dell’azienda: per me è stato importante parlare della mia omosessualità e far capire subito chi fossi. Lavorare in un’azienda in cui la mia famiglia viene riconosciuta aiuta tantissimo me e anche la mia compagna. Mi sento tutelata”.

Giovanni, Country Leader per la Svizzera, è iscritto alla community di Glamazon: “Rispetto ad altre esperienze precedenti, in Amazon ho trovato una mentalità di sorprendente. L’assenza di giudizio - anzi, proprio il contrario - rispetto a chi si è, come si è, e tutte le scelte personali. Qui, ad esempio, puoi venire vestito come vuoi: sarà un dettaglio, ma nessuno ti giudica per questo. La campagna di quest’anno, Proud to be me, mi rende particolarmente fiero: fa parte del nostro DNA perché semplicemente è una cosa giusta. E poi quant’è bella la bandiera arcobaleno? Ricorda quella della pace, è un segno di gioia, la metterei ovunque!”

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Isabella, 37 anni, lavora come Senior Sales Account Manager negli uffici corporate di Milano: “L’ambiente di lavoro rispecchia molto la mia personalità, dal primo giorno ho percepito subito quest’apertura mentale dell’azienda: per me è stato importante parlare della mia omosessualità e far capire subito chi fossi. Lavorare in un’azienda in cui la mia famiglia viene riconosciuta aiuta tantissimo me e anche la mia compagna. Mi sento tutelata”.
people working at amazon
Giovanni, Country Leader per la Svizzera, è iscritto alla community di Glamazon: “ La campagna di quest’anno - “Proud to be me” - mi rende particolarmente fiero: fa parte del nostro DNA perché semplicemente è una cosa giusta. E poi quant’è bella la bandiera arcobaleno? Ricorda quella della pace, è un segno di gioia, la metterei ovunque!”