Investire nell'economia italiana

Dal 2010, Amazon ha effettuato investimenti nelle attività italiane per oltre 12,6 miliardi di euro. Questo include sia le spese in conto capitale (come le infrastrutture che costruiamo, i nostri centri logistici, gli uffici corporate e l'infrastruttura cloud), sia le spese operative (come gli stipendi che paghiamo ai nostri dipendenti in Italia).

Solo nel 2021 abbiamo investito oltre 4 miliardi di euro nel Paese per cercare di essere ancora più vicini ai nostri clienti e migliorare i nostri servizi, ma anche per continuare a sostenere le oltre 20.000 piccole e medie imprese che vendono su Amazon. Attualmente quasi il 60% degli articoli venduti su Amazon proviene dai nostri partner di vendita. Il loro successo è il nostro successo e continueremo a investire in strumenti, servizi e infrastrutture per aiutare i nostri partner di vendita ad affrontare le difficili sfide economiche.

Nel 2021 abbiamo aperto diverse nuove sedi e attualmente abbiamo più di 60 strutture in tutta Italia, sia logistiche che corporate. L'impatto economico di Amazon non va solo a beneficio delle grandi aree urbane, ma anche delle città più piccole in diverse regioni che offrono opportunità di lavoro più limitate.

Per sostenere la trasformazione digitale e la ripresa dell'economia italiana, Amazon Web Services (AWS) ha aperto nel 2020 in Lombardia la Regione AWS Europe (Milano), consentendo alle PMI italiane, alle start-up, alle grandi imprese o agli enti governativi di gestire le proprie attività, archiviare i dati in Italia e servire gli utenti finali con una latenza ancora più bassa. AWS investirà 2 miliardi di euro entro il 2029 con la nostra Regione AWS Europe (Milano) che, a sua volta, contribuirà al PIL italiano per 3,7 miliardi di euro entro il 2029. Si stima che gli investimenti associati alla nostra Regione sostenerono una media di 1.155 posti di lavoro a tempo pieno non-AWS all'anno nel periodo 2020-2029.

Secondo un nuovo studio* di The European House - Ambrosetti, che analizza le grandi aziende in Italia, Amazon è tra le prime cinque aziende private straniere che hanno investito di più in termini di spesa in conto capitale in Italia nel periodo 2019-2021.

​​"Abbiamo investito molto nell'economia italiana e nelle nostre persone, più di 12,6 miliardi di euro dal 2010, e stiamo impiegando più di 17.000 persone di talento che ricevono una retribuzione competitiva e benefit fin dal primo giorno. Sono particolarmente orgogliosa di come i nostri investimenti a favore dei clienti e delle piccole imprese italiane abbiano contribuito alla resilienza dell'Italia, creando migliaia di nuovi posti di lavoro indiretti e aprendo nuove opportunità per colleghi, partner commerciali e fornitori di servizi”.
Mariangela Marseglia
VP Country Manager Amazon.it e Amazon.es

Creazione di posti di lavoro

La forza lavoro di Amazon in Italia è cresciuta fino a raggiungere più di 14.000 dipendenti alla fine del 2021. Abbiamo già creato 3.000 nuove posizioni a tempo indeterminato nel 2022, per una forza lavoro totale di oltre 17.000 dipendenti a tempo indeterminato. Secondo uno studio Ambrosetti*, Amazon mantiene la prima posizione tra le aziende private che hanno creato più posti di lavoro nel Paese nel periodo 2012-2021. Si posiziona inoltre al quinto posto in termini di occupazione totale tra le aziende straniere che operano in Italia e al 27° posto tra tutte le aziende.

Nel 2021, Amazon ha pagato in media 35,8 milioni di euro al mese in salari e stipendi ai dipendenti italiani. Un aumento sostanziale rispetto ai 24,5 milioni di euro al mese del 2020, dovuto principalmente all'aumento del numero dei nostri dipendenti impegnati a supportare i clienti durante la pandemia.

Le nostre strutture all'avanguardia offrono ai dipendenti un ambiente di lavoro eccellente e sicuro, opportunità di crescita professionale, stipendi competitivi e benefit. Le nostre persone sono ciò che rende forte questa azienda, e noi le ricompensiamo adeguatamente. Solo nel Centro e Sud Italia, Amazon impiega 5.000 persone a tempo indeterminato.

La grande maggioranza dei nostri dipendenti vive nelle comunità limitrofe ai nostri siti, e molti di loro sono cresciuti in quelle comunità. Le opportunità di lavoro offerte da Amazon fanno una grande differenza per intere aree in cui le opportunità lavorative sono limitate, e offrono percorsi di carriera all'interno di un'attività tecnologicamente avanzata.

A partire da ottobre, in Amazon abbiamo aumentato gli stipendi di ingresso per tutti i dipendenti dei centri logistici, portando i salari a 1.713 euro lordi mensili. Si tratta di un aumento del 19% rispetto ai salari pagati nel 2018 e dell'8% rispetto al 5° livello del CCNL Trasporti e Logistica, a cui si aggiungono gli extra, ad esempio gli sconti per gli acquisti su Amazon.it, l'assicurazione sanitaria e l'assistenza medica privata, che rappresentano un grande balzo in avanti rispetto alla maggior parte dei lavori di primo impiego. Oltre ai benefit standard, offriamo uno speciale programma di formazione che prevede il pagamento anticipato del 95% delle tasse scolastiche e delle spese associate per i dipendenti a tempo indeterminato che vogliono frequentare corsi riconosciuti a livello nazionale, finanziando fino a 8.000 euro in quattro anni.

Mentre innoviamo per migliorare la vita dei nostri clienti, abbiamo creato centinaia di differenti posizioni nei nostri team in tutta Italia. Sia che si tratti della sede corporate, dei centri di sviluppo, dei centri di consegna o di distribuzione, in Amazon abbiamo creato oltre 400 diversi ruoli per qualsiasi tipo di esperienza. Da chi inizia a lavorare con poche competenze a chi ha conseguito un dottorato di ricerca, da laureati e apprendisti alle persone con decenni di esperienza, abbiamo creato ruoli in cui le persone possono sviluppare la propria carriera e avere un impatto positivo sulla vita dei nostri clienti.

I princìpi di leadership di Amazon includono l'ambizione di diventare "il miglior datore di lavoro al mondo". È un'ambizione che prendiamo molto sul serio e che spiega nel dettaglio come ci impegniamo a supportare le persone che lavorano con noi. Nel 2021 e nel 2022 abbiamo ricevuto in Italia la certificazione Top Employer come riconoscimento del nostro ambiente di lavoro attento alla diversità e inclusivo, delle nostre opportunità di sviluppo professionale e dei programmi di formazione che offriamo ai dipendenti.

Secondo un recente studio di Keystone Strategy, grazie agli effetti indiretti dei nostri investimenti nel 2021 sono stati creati più di 48.000 nuovi posti di lavoro in Italia, ad esempio nel settore delle costruzioni, della logistica e dei servizi. Il totale dei posti di lavoro indiretti raggiunge la cifra record di 108.000 includendo i 60.000 posti di lavoro creati dalle piccole e medie imprese italiane che utilizzano i servizi di Amazon per far crescere il proprio business ed esportare i prodotti italiani nel mondo.

Consentire alle PMI italiane di avere successo su Amazon

Oltre a investire nelle nostre comunità e nella creazione di nuovi posti di lavoro, investiamo anche in strumenti di supporto per un gran numero di imprese in tutto il Paese. Si tratta di aziende che utilizzano la nostra tecnologia e i nostri servizi per far crescere le loro vendite in Italia e all’estero e per proteggere i loro marchi. Nel 2021, le piccole e medie imprese italiane che hanno venduto sul nostro negozio sono state più di 20.000 (dalle 18.000 del 2020). Circa la metà di queste ha esportato i propri prodotti in tutto il mondo, raggiungendo oltre 800 milioni di euro di vendite all’estero. Oltre 200 PMI italiane che vendono su Amazon hanno superato il milione di euro di vendite per la prima volta nel 2021. Inoltre, questi partner di vendita hanno creato finora più di 60.000 posti di lavoro.

Per rafforzare ulteriormente il nostro impegno a favore delle PMI italiane, lo scorso maggio abbiamo annunciato che aiuteremo le PMI che vendono sul nostro store a raggiungere 1,2 miliardi di euro di vendite annuali all’estero entro il 2025 – raddoppiando il valore delle esportazioni del 2020. Un’azione che contribuirà agli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), offrendo al contempo una più ampia disponibilità di prodotti italiani ai clienti di tutto il mondo.

Scopri di più su come supportiamo le PMI italiane attraverso la vetrina Made in Italy e Accelera con Amazon, il nostro programma di formazione gratuito realizzato con la collaborazione di ICE, Netcomm e Politecnico di Milano per sostenere la crescita e la digitalizzazione delle piccole e medie imprese in Italia. Inoltre abbiamo siglato accordi con le Regioni Liguria, Sicilia, Marche, Abruzzo, Umbria per portare il nostro supporto alle imprese del territorio e la collaborazione con le Regioni è fondamentale per raggiungere questo obiettivo.

"Anche noi, come molte altre aziende, siamo impattati dalle attuali sfide macroeconomiche che si traducono in un aumento dei costi operativi ed energetici. Avere un approccio di lungo periodo vuol dire continuare a impegnarci per supportare i nostri dipendenti, offrire ai nostri clienti la più ampia selezione mantenendo i prezzi bassi in un contesto di alta inflazione, e sostenere le priorità del Paese: occupazione, digitalizzazione, sostenibilità, competenze."
Mariangela Marseglia
VP Country Manager Amazon.it e Amazon.es

Prosegue il nostro percorso verso l'azzeramento delle emissioni nette di CO2 entro il 2040

In Amazon vogliamo utilizzare le nostre dimensioni per fare la differenza per il pianeta. Amazon è il primo firmatario del Climate Pledge, cofondato con Global Optimism nel 2019. Si tratta di un impegno a raggiungere le zero emissioni nette di CO2 entro il 2040, 10 anni prima rispetto all'obiettivo stabilito dall'Accordo di Parigi. Amazon sta lavorando per raggiungere questo obiettivo intraprendendo azioni immediate per decarbonizzare le proprie attività che si tratti di utilizzo di energia, trasporti o imballaggi. Amazon sta investendo in energia eolica e solare per raggiungere il 100% di energia rinnovabile nelle sue attività globali entro il 2025. Secondo il rapporto di sostenibilità di Amazon del 2021, l’azienda ha raggiunto l'85% di energia rinnovabile in tutte le operazioni. E i progressi nel decarbonizzare le operazioni si riflettono nella carbon intensity, che è diminuita dell’1,9%.

In Italia, abbiamo annunciato i primi due progetti solari off-site in Sicilia: si tratta di due impianti agro-fotovoltaici innovativi che combinano energia pulita e colture agricole. Grazie a un terzo progetto solare off-site di prossima realizzazione la capacità produttiva totale in Italia raggiungerà i 106 MW. Inoltre, 17 dei nostri siti in Italia sono dotati di impianti fotovoltaici sui tetti e ognuno di questi impianti può generare fino all'80% del fabbisogno energetico annuale di una singola struttura logistica. Nel 2021, abbiamo spedito più di 7 milioni di pacchi ai clienti italiani utilizzando veicoli a zero emissioni. Nel 2022, inoltre, ci siamo impegnati a investire oltre 1 miliardo di euro nei prossimi cinque anni per elettrificare e decarbonizzare ulteriormente la rete di trasporti in Europa. Nel 2022, abbiamo smesso di utilizzare le buste di plastica monouso come imballaggio per i prodotti all'interno della nostra catena logistica in Italia.

Inoltre, nell'ambito del nostro Right Now Climate Fund, stiamo investendo in progetti basati sulla natura per migliorare le condizioni ambientali nelle comunità in cui operiamo in Europa: in Italia stiamo sostenendo Parco Italia, un programma di forestazione urbana che mira a piantare 22 milioni di alberi - un albero per ogni abitante della città - in 14 aree metropolitane italiane, nell'ambito di un programma di riforestazione e ricerca sostenuto dalla Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, dalla Fondazione AlberItalia e da Stefano Boeri Architetti. Il programma Parco Italia riceverà 2 milioni di euro per sostenere la pianificazione strategica del programma e la piantumazione iniziale di alberi. Il progetto aiuterà inoltre le città a diventare più resistenti ai cambiamenti climatici, aumentando la biodiversità urbana, migliorando la qualità dell'aria e rinfrescando naturalmente i contesti urbani.

Sostenere le comunità locali in Italia

In Amazon siamo fortemente impegnati a sostenere le comunità in cui vivono e lavorano i nostri dipendenti. A seguito della crisi socio-economica causata dalla pandemia, anche il 2021 è stato un anno difficile per molte di queste comunità in tutto il Paese. Con l'obiettivo di agire come cittadini responsabili, oltre a investire per la sicurezza dei nostri dipendenti e per supportare i nostri clienti, abbiamo collaborato con oltre 100 ONG e università italiane, che abbiamo sostenuto con oltre 5,7 milioni di euro. Abbiamo continuato a supportare le scuole con il programma "Un click per la Scuola", che dal suo lancio nel 2019 ci ha permesso di sostenere oltre 28.000 scuole primarie e secondarie italiane con 5,9 milioni di euro in crediti virtuali.

Il contributo fiscale complessivo in Italia

Continuando ad assumere, investire e crescere in Italia, contribuiamo alle entrate fiscali del Paese. Lo facciamo attraverso le imposte che vengono raccolte dallo Stato come conseguenza delle nostre attività in Italia. Tali imposte si dividono in due categorie:

  • imposte sostenute direttamente: le imposte direttamente maturate e pagate da Amazon, tra cui l’imposta sulle società (Ires e IRAP), le imposte pagate per l'acquisizione di terreni o costruzioni (imposta sulla proprietà, imposta di registro), le imposte sui salari e le tasse per la previdenza sociale pagate dai datori di lavoro, i dazi di importazione e la DST (Digital Service Tax);
  • imposte indirette riscosse e versate: le imposte raccolte e versate per conto dei nostri clienti, dipendenti e altre terze parti come conseguenza delle nostre attività commerciali in Italia. Queste imposte includono l'IVA e i contributi a carico dei nostri dipendenti.

È importante includere entrambe queste categorie di imposte, perché se ci si concentra su un solo aspetto della tassazione, come l'imposta sulle società, non si offre una panoramica completa: Secondo una recente ricerca condotta dall'OCSE, l'imposta sulle società rappresenta solo il 5% circa del gettito fiscale totale dei contribuenti italiani.

Amazon è un’azienda in crescita che registra un alto volume di vendite ma, come accade per le aziende di vendita al dettaglio, gli utili operativi rimangono relativamente bassi a causa della concorrenza sui prezzi in un settore a bassa marginalità, degli intensi programmi di investimento di capitale e dei crescenti costi operativi (inclusi quelli derivanti da una forza lavoro in crescita e dall'inflazione).

Negli ultimi due anni abbiamo assistito a una crescita dei costi operativi, in quanto abbiamo raddoppiato le dimensioni della nostra rete globale di distribuzione che abbiamo costruito nei primi 25 anni di vita di Amazon. In Italia, ciò ha significato investire più di 609 milioni di euro in infrastrutture durante lo scorso anno (nel 2021), con l'apertura di due nuovi centri di distribuzione a Novara e Cividate al Piano (Bergamo), di un nuovo centro di smistamento a Spilamberto (Modena) e di molti depositi di smistamento in tutto il Paese, con due di questi centri di distribuzione dotati della nostra più recente tecnologia robotica. Abbiamo inoltre continuato a investire nella Regione AWS Europe italiana (a Milano) per soddisfare le crescenti esigenze dei nostri clienti e per contribuire a rafforzare l'infrastruttura digitale italiana. Molti di questi siti si trovano in zone dell'Italia con una storia di maggiore disoccupazione e minori investimenti, e questo è solo uno dei modi in cui Amazon sta contribuendo agli obiettivi del PNRR italiano.

  • Nel 2021, i ricavi totali delle attività di Amazon in Italia sono stati di oltre 8,75 miliardi di euro (+21% rispetto ai 7,25 miliardi di euro del 2020).
  • Gli investimenti di Amazon sono stati pari a 4 miliardi di euro (+38% rispetto ai 2,9 miliardi di euro del 2020). Gli investimenti totali includono 609 milioni di euro (+66% rispetto ai 367 milioni di euro del 2020) come spese in conto capitale (ovvero infrastrutture: centri di distribuzione, uffici e datacenter).
  • Il contributo fiscale complessivo di Amazon - combinando le imposte dirette e indirette - è stato di oltre 751 milioni di euro (+118% rispetto ai 345 milioni di euro del 2020). Questo dato si suddivide in due parti:

    • il totale delle imposte sostenute direttamente è stato di oltre 258 milioni di euro (+39% rispetto ai 186 milioni di euro del 2020). Le tasse versate come datore di lavoro ne costituiscono una parte importante. Tra le altre imposte dirette figurano l'imposta sul reddito delle società, le tasse pagate per l'acquisizione o la costruzione di terreni, la DST (Digital Service Tax), e i dazi sulle importazioni;
    • l'azienda ha raccolto e versato ulteriori 493 milioni di euro di imposte indirette (+209% rispetto ai 159 milioni di euro del 2020) grazie alla sua attività in Italia. Si tratta di imposte che Amazon raccoglie dai propri clienti, dai dipendenti e da altre terze parti come risultato delle nostre attività commerciali in Italia, e che versa in loro vece. Queste includono l'IVA e le imposte pagate dai dipendenti che vengono trattenute da Amazon. L'aumento nel corso del 2021 è stato in gran parte determinato dall'IVA netta. Dal 1° luglio 2021, Amazon raccoglie e versa l'IVA italiana sulle transazioni che coinvolgono venditori esteri. L'IVA viene calcolata da Amazon e riscossa dal cliente al momento del pagamento.

L'Italia è ricca di talenti e di opportunità e siamo lieti di svolgere un ruolo di promozione e di sostegno alla crescita, seppur in un momento complesso, continuando ad inventare per i nostri clienti.

Maggiori informazioni sull’approccio globale alla tassazione di Amazon.

* The European House – Ambrosetti ha realizzato uno studio sull'occupazione generata dalle grandi imprese italiane e straniere che hanno operato in Italia negli ultimi 10 anni (2012-2021) aggiornando lo stesso studio pubblicato nel 2021 (per il periodo 2011-2020). Come nuova area di ricerca, lo studio 2022 analizza anche l'ammontare complessivo degli investimenti in Italia, in termini di Capital Expenditure (CAPEX), da parte delle grandi imprese straniere operanti in Italia negli ultimi tre anni (2019-2021). Lo studio si basa sul database AIDA (Bureau van Dijk S.p.A.), contenente i bilanci di tutte le imprese attive e fallite. Gli ultimi dati disponibili su occupazione, fatturato e investimenti si riferiscono al 2021.

Per garantire l'omogeneità e la comparabilità dei dati, l'analisi ha considerato tutte le aziende (con bilancio depositato in Italia) che nel 2021 rientravano nel cluster con più di 250 dipendenti e 50 milioni di euro di fatturato. Al 4 novembre 2022, la quota di imprese che hanno depositato il bilancio 2021 in AIDA rispetto al campione totale di imprese con più di 250 dipendenti e 50 milioni di euro di fatturato è pari a circa il 70%.