Alex, il divulgatore del cloud AWS

La sua prima volta davanti a un computer è stata a sei anni. A 15 già si divertiva a programmare, a 23 la laurea in Ingegneria Informatica e oggi, che di anni ne ha 33, Alex Casalboni è Principal Developer Advocate presso Amazon Web Services (AWS). “Il mio lavoro somiglia un po’ a quello di Alberto Angela, solo che io lo faccio per la piattaforma cloud di Amazon Web Services” racconta. “Sono un divulgatore tecnologico, il mio ruolo è quello di aiutare i nostri clienti a sfruttare al massimo le potenzialità dell’universo AWS.”

AWS: ovvero Amazon Web Services, che fornisce una piattaforma di servizi cloud, dallo storage, intelligenza artificiale, database alla distribuzione dei contenuti, dall’analisi dei dati all’Internet delle cose e tutte quelle funzionalità a supporto della crescita delle aziende. Per permettere di ridurre i costi, diventare più veloci e innovativi, garantendo i più alti standard di sicurezza.

Come farlo lo spiega proprio Alex che, una volta indossato il canonico microfono ad archetto, tiene conferenze, seminari e workshop in giro per il mondo, da Tokyo a Cantù, di fronte a centinaia di persone. Competenze che condivide anche sui suoi canali social, dove è seguito da migliaia di follower in qualità di tech influencer. Un lavoro che lo appassiona, e una ‘vita pubblica’ molto intensa. “E pensare che sono un timido. È stata la musica, l’altro mio grande amore oltre l’informatica, a insegnarmi a gestire l’emozione sul palco.”

L’informatica, una passione che arriva da lontano

Alex infatti, oltre a essere un enfant prodige della tecnologia, è un musicista. “Mi sono diplomato al conservatorio, i miei strumenti sono sassofono e pianoforte. Nel sax il fiato è tutto: impari a controllare il respiro e di conseguenza l’ansia. Così parlare di fronte a un pubblico fa meno paura.” Anche per un nerd (come si definisce lui) con il pallino dei videogiochi. Alex nasce a Cesena nel 1988, in famiglia il fissato con i computer è il papà. “È un musicista come me. Fin da piccolissimo mi piaceva guardarlo scrivere musica e spartiti digitali al pc. A sei anni ho cominciato a utilizzarlo da solo, per giocarci.” Ma è durante le superiori che Alex comincia a fare sul serio. “A 15 anni facevo le notti a programmare giochi. Sono partito da quelli più conosciuti e semplici, come Pac-Man, Battaglia Navale, Backgammon.” Semplici: Alex la fa facile, ma è come se un pasticcere alle prime armi si cimentasse con la preparazione della Sachertorte, la complessa torta austriaca. Bisogna avere talento. “Più di tutto serve passione”, spiega Alex. “L’informatica è divertentissima: anche se non sembra è creatività pura, governata da regole.”

Mezzo busto di Alex Casalboni. Il ragazzo indossa una t-shirt blu con il logo AWS a destra, e un paio di occhiali. Sorride verso la camera. Sullo sfondo, una carta da parati beige e verde.

In quegli stessi anni arriva l’avvicinamento al mondo del web. “Leggo un manuale sulla costruzione di siti e rimango folgorato. Adesso è cosa all’ordine del giorno, ma allora erano in pochissimi in grado di farlo. Decido così di realizzare un sito per la tesina della maturità. Un lavoro multimediale che ha vinto dei premi a livello regionale e nazionale. Che soddisfazione!”

Aiutare gli altri a capire: da skill a lavoro full time

Il proseguo è quasi scontato, non per questo meno di successo: Ingegneria Informatica a Cesena e poi Laurea Specialistica in Sounds and Music Engineering a Como. È qui che nel 2013 Alex incontra il fondatore di una start-up, di fatto una piattaforma di e-learning sul cloud, che lo vuole nella squadra. “Eravamo in tre: i due fondatori ed io, il primo assunto. Avevamo tante idee e giusto i soldi per pagarci qualche mese di stipendio.” Neanche un anno dopo, la neonata azienda ottiene 100 mila dollari di investimento che poi diventano 3 milioni, più un biglietto destinazione Silicon Valley, la terra promessa dei cervelloni tech. “I miei genitori non capivano bene che cosa facessi, ma si sono fidati. Essendo una realtà relativamente piccola, fin da subito ho ricoperto vari ruoli: sia quello di sviluppatore web, sia, dal 2016, quello di creatore di contenuti e istruttore per i clienti. Ho iniziato scrivendo articoli e parlando a piccole conferenze in Italia e in Europa, per poi viaggiare in tutto il mondo. Ho capito che era quello che volevo fare full time. Mi è sempre piaciuto aiutare gli altri a capire le cose. Già alle medie e alle superiori i compagni mi chiedevano una mano con i compiti, per me era un pretesto per comprendere meglio l’argomento.”

Amazon Web Services, dove imparare ogni giorno

È stato ad AWS che l’abilità di spiegare e far capire agli altri concetti anche molto complessi è diventato quel lavoro full time tanto sognato. “Sono entrato nella famiglia di Amazon nel 2018, come divulgatore tecnologico, da grande fan dei servizi AWS. Mi sono trovato subito a mio agio con i valori aziendali: la mentalità da start up, la qualità del lavoro e la passione verso il cliente come una vera ossessione, la voglia di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Adoro ciò che faccio: non mi sento un istruttore o un insegnante, cerco di offrire al pubblico un’esperienza, coinvolgendo chi ho di fronte, che si tratti di una grande banca, una startup o un’organizzazione no profit. Trasmetto ciò che so, per rendere loro la vita più facile grazie alla tecnologia e ai servizi AWS. Mi piace rendermi utile. Non è tutto: grazie a questo lavoro viaggio molto e mi confronto ogni giorno con persone diverse.”

Ma anche ai programmatori più capaci a volte saltano i programmi. “L’anno scorso a causa della pandemia la mia fidanzata ed io abbiamo dovuto rimandare il matrimonio. Adesso finalmente è arrivato il grande giorno: ormai anche la gestione dello stress è a livello pro.”