Domenica 25 gennaio è andata in onda su Rai 3 un'inchiesta di Report su Amazon. Riteniamo doveroso pubblicare questo post per offrire una ricostruzione completa ai nostri dipendenti, clienti e a tutti coloro che sono interessati a conoscere la realtà dei fatti.

Durante la trasmissione sono state presentate accuse gravi - tra cui quella secondo cui i nostri dipendenti della rete logistica siano costantemente monitorati, tanto da non poter accedere ai servizi igienici - basate su testimonianze non verificate né supportate da riscontri fattuali. 

In Amazon, i dipendenti possono utilizzare i servizi igienici in qualsiasi momento durante il loro turno di lavoro. Questa è una policy aziendale chiara e comunicata a tutti i dipendenti fin dal primo giorno di lavoro.

Non esiste alcun sistema di monitoraggio o cronometraggio delle pause bagno. Le postazioni di lavoro mobili che sono state mostrate nel servizio vengono utilizzate esclusivamente per supportare operativamente i team nelle diverse aree del magazzino, non per controllare i movimenti o le pause dei dipendenti.

Le testimonianze presentate durante la trasmissione non riflettono in alcun modo le nostre policy aziendali né l'esperienza quotidiana delle migliaia di persone che lavorano nei nostri siti in Italia.

Amazon è orgogliosa di essere uno dei maggiori investitori stranieri in Italia con oltre 25 miliardi di euro investiti nel Paese dal 2010. Negli ultimi 15 anni abbiamo assunto direttamente più di 19.000 persone e supportato la crescita di oltre 20.000 PMI italiane e siamo stati riconosciuti come Top Employer in Italia per sei anni consecutivi.

Amazon offre ai propri dipendenti in Italia una retribuzione competitiva, benefit e opportunità di crescita professionale in un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo. Dal 1° gennaio 2026, la retribuzione di ingresso lorda mensile degli operatori di magazzino è aumentata a 1.914 euro, superiore dell'8% rispetto ai livelli salariali previsti dal 5° livello del CCNL Logistica e Trasporti.

Continueremo a lavorare per migliorare costantemente le condizioni di lavoro nei nostri siti e a mantenere un dialogo aperto e trasparente con i nostri dipendenti, le rappresentanze sindacali e le istituzioni.

Le nostre risposte complete alle domande di Report

Per quanto riguarda gli altri temi sollevati nel corso della trasmissione, relativi a episodi risalenti nel tempo, ci teniamo a precisare che la redazione di Report, dopo aver richiesto chiarimenti all’azienda, ha trasmesso solo parzialmente le nostre risposte. 
Di seguito riportiamo dunque integralmente le risposte inviate alla redazione di Report, rese disponibili sul sito della trasmissione al termine della messa in onda.

1) Negli stabilimenti Amazon è presente e in uso un software chiamato FCLM (Fulfillment Center Labor Management) che permette di tracciare ogni singolo dipendente attraverso dati relativi al cumulo di lavoro svolto, alle tempistiche e velocità di lavoro, alle pause effettuate. Come è possibile l'uso di questo software dal momento che l'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori vieta espressamente strumenti di controllo a distanza della produttività e delle pause dei singoli dipendenti? Tutto questo considerando che il software FCLM consente un controllo non solo in tempo reale da qualsiasi terminale (e anche attraverso un accesso da casa o da siti esterni) ma anche un controllo storico per ogni dipendente sui dati di produttività e pause che lo riguardano permettendo di consultare queste informazioni indietro di molti anni. 
 
FCLM (Fulfillment Center Labor Management) è uno strumento essenziale per la gestione dei flussi operativi all'interno dei nostri centri logistici e, di conseguenza, per la gestione di tutte le esigenze organizzative e produttive dei nostri siti.
I dati non possono essere utilizzati a fini disciplinari.
Si tratta di uno strumento di gestione operativa non dissimile da quelli utilizzati da altri operatori di logistica in Italia e nel mondo per garantire il servizio al cliente. Ci consente di gestire e bilanciare i flussi di lavoro del magazzino e all'interno dei reparti (ad esempio, Ricezione merce, Stoccaggio, Prelievo e Confezionamento), valutando i flussi macro di ciascuna area, i flussi di ogni reparto e di ogni postazione di lavoro. Attraverso questo strumento di lavoro e pianificazione, bilanciamo i carichi operativi nelle postazioni con i tempi di lavorazione di ogni linea e reparto.
FCLM supporta anche il processo di allocazione delle risorse, interagendo con gli altri sistemi gestionali operativi. L'associazione nominativa alla postazione di lavoro è funzionale alla gestione equilibrata dei flussi operativi e tiene conto delle competenze specifiche di ciascun lavoratore.
Gestire un magazzino di logistica moderno richiede strumenti tecnologici per l'organizzazione del lavoro: i dati elaborati da questo strumento - utilizzato nel pieno rispetto dell'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori - ci consentono di migliorare continuamente i nostri processi operativi, garantendo così il miglior servizio ai clienti.

Nel 2019, Amazon ha avviato un percorso di dialogo proattivo con l'Ispettorato Nazionale del Lavoro per garantire la piena conformità degli strumenti operativi utilizzati nei propri siti. Come risultato di questo processo, abbiamo ottenuto le necessarie autorizzazioni dall'Ispettorato del Lavoro per FCLM, in piena conformità con l'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori. Inoltre, abbiamo informato tutti i dipendenti attraverso apposite comunicazioni pubblicate nei nostri siti, come previsto dalla normativa sulla privacy e sulla protezione dei dati personali.

2) Sulla base di informazioni e testimonianze da noi riscontrate e verificate ci risulta che Amazon, attraverso il reparto HR di ogni magazzino, detenga e gestisca dossier in formato Excel aggiornati con cadenza settimanale in cui annoti informazioni private e sensibili riferite ai singoli dipendenti (come elementi relativi alla vita privata, condizioni specifiche di salute, impegno e coinvolgimento sindacale). 
Poiché una simile pratica è contraria alla regolamentazione italiana che disciplina la gestione del rapporto tra dipendente e datore di lavoro chiediamo come sia giustificabile una simile condotta da parte di Amazon Italia. 

Non si tratta di "dossier", come vengono descritti. È prassi che, al ritorno dopo un periodo di assenza, i dipendenti possano sostenere colloqui informali con i propri manager. Questi colloqui non hanno ad oggetto lo stato di salute dei dipendenti ma sono semplicemente finalizzati a comprendere eventuali necessità di supporto operativo e identificare modifiche organizzative che possano migliorare le condizioni di lavoro e il benessere delle persone (come ad esempio cambi di turno, variazione nelle mansioni e interventi ergonomici, supporto nella gestione o assistenza familiare). Si tratta di un sistema che consente all'azienda di venire incontro, quando possibile, alle specifiche esigenze dei lavoratori, bilanciandole con quelle dell'azienda.

Le nostre policy aziendali prevedono che vengano raccolti esclusivamente i dati strettamente necessari al supporto operativo dei dipendenti al rientro. La raccolta di dati sensibili o sanitari non pertinenti alle finalità del colloquio non è prevista.
Siamo a conoscenza del fatto che in passato un file di questo tipo è circolato a causa di un errore nella gestione degli accessi. Lo abbiamo appreso grazie a segnalazioni interne e siamo intervenuti immediatamente: abbiamo informato in piena trasparenza tutte le rappresentanze sindacali, rimosso il file dai sistemi, rafforzato i protocolli interni.

3) Attraverso documentazione e testimonianze raccolte nel corso dell'inchiesta giornalistica abbiamo evidenza del fatto che Amazon abbia svolto un'attività di intelligence in chiave sindacale. Nello specifico ci risulta che la leadership operativa del Nord-Italia di Amazon Logistics sia stata in contatto con persone che si sono infiltrate nelle riunioni sindacali nelle sedi del sindacato durante un'agitazione dei driver e che abbia da questi ricevuto audio-video carpiti durante le riunioni - inviate tramite chat ai leader di Amazon Logistics Centro-Nord e ai responsabili di alcune Delivery Station. Dal momento che tale comportamento risulterebbe violare gravemente le regole del diritto che garantiscono la libera organizzazione sindacale e il diritto di sciopero chiediamo come possa essere giustificato e motivato. 

Non siamo a conoscenza dei dettagli delle specifiche asserzioni oggetto dell'inchiesta giornalistica e pertanto non possiamo commentare. Prendiamo sul serio ogni segnalazione: se ci verranno forniti dati più contestualizzati, procederemo con le opportune verifiche.
 
4) L'attività di intelligence finalizzata a mitigare l'impatto degli scioperi e delle agitazioni sindacali ci risulta essere coordinata dalla struttura di Amazon chiamata Tera Team che svolge un ruolo di risk management. Che tipo di relazioni svolge Amazon con le forze dell'ordine (Law Enforcement Agencies) come Digos, Questura e Carabinieri, citate come fonti di Amazon in rapporti redatti dal Tera Team? 

Il team TERA fornisce analisi tempestive e accurate dei rischi che potrebbero avere un impatto negativo sulle persone, sulle risorse e sulle operazioni di Amazon. Il team monitora informazioni pubblicamente disponibili, tra cui condizioni meteorologiche avverse, interruzioni del traffico, eventi di grande affluenza o altre situazioni che potrebbero influenzare la sicurezza operativa dei siti e la continuità del servizio.

Amazon collabora con le Forze dell'Ordine per valutare potenziali rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. Si tratta di una prassi comune alle aziende che operano su larga scala e che hanno la responsabilità di tutelare i propri dipendenti e le proprie strutture.