Assistere un genitore anziano, accompagnare un figlio a una visita medica, prendersi cura di un familiare con disabilità: per oltre la metà dei lavoratori italiani, i compiti di cura sono una realtà quotidiana che si intreccia con la vita professionale. E quando le ferie finiscono, spesso il bisogno no. È da questa consapevolezza che nasce la nuova policy di ferie solidali di Amazon, che a partire da ottobre 2026 consentirà ai dipendenti a tempo indeterminato della rete logistica in Italia di donare giorni di ferie e permessi retribuiti ai colleghi che attraversano momenti di particolare difficoltà.
Cosa dice la ricerca SWG
Per comprendere quanto i compiti di cura incidano sulla vita lavorativa e quale ruolo possano svolgere strumenti come le ferie solidali, Amazon ha commissionato all’istituto di ricerca SWG un’indagine su un campione di oltre 1.000 lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato.
I risultati mostrano come il caregiving sia ormai una componente strutturale della quotidianità professionale: il 57% dei lavoratori italiani dichiara di avere almeno una responsabilità di cura nei confronti di anziani, bambini o persone con disabilità e, per il 32%, questo impegno è continuativo. L’assistenza agli anziani è la forma di cura più diffusa e coinvolge il 47% degli intervistati, spesso anche quando il familiare non vive con il lavoratore; il 24% si occupa invece di bambini tra 0 e 6 anni e una quota analoga assiste persone con disabilità.
Un carico che si riflette direttamente sull’organizzazione della vita lavorativa: negli ultimi dodici mesi, il 53% dei caregiver ha utilizzato permessi di lavoro, il 46% ha fatto ricorso a parte delle proprie ferie e il 19% ha esaurito tutte quelle disponibili per far fronte alle esigenze di cura.
Un gesto di solidarietà che i lavoratori sono pronti a fare
La ricerca rivela anche una forte propensione alla solidarietà. Il 58% dei lavoratori sarebbe disposto a donare uno o più giorni di ferie a un collega in difficoltà, con una propensione che sale al 63% tra quadri, dirigenti e manager.
Le situazioni che generano maggiore solidarietà sono l'assistenza a un familiare colpito da una grave malattia improvvisa (per la quale donerebbe il 70% degli intervistati) e la cura continuativa di una persona con grave disabilità (62%).
L'apertura va oltre il proprio team: il 43% donerebbe a qualsiasi collega dell'azienda che ne avesse bisogno, mentre il 41% preferirebbe sostenere una persona del proprio gruppo di lavoro ma sarebbe comunque disponibile ad aiutare anche altri.
I numeri confermano anche un consenso quasi unanime sul valore dello strumento: l'87% dei lavoratori considera le ferie solidali un segno di civiltà, l'83% ritiene fondamentale poter disporre di giorni aggiuntivi quando i compiti di cura diventano gravosi e l'82% pensa che tutte le aziende dovrebbero introdurre iniziative di questo tipo.
Come funziona il programma di Amazon
La nuova policy nasce in attuazione dell’articolo 24-bis del Contratto Collettivo Nazionale del settore Logistica, Trasporto Merci e Spedizione e degli accordi sindacali recentemente sottoscritti, ampliando le circostanze nelle quali è possibile richiedere giorni di assenza retribuita.
Il programma sarà rivolto a tutti i dipendenti a tempo indeterminato della rete logistica Amazon in Italia e sarà attivo da ottobre 2026 su base continuativa, con la possibilità di presentare richieste e donazioni durante tutto l’anno. Potranno accedervi i dipendenti che abbiano esaurito le proprie disponibilità di ferie e permessi e che si trovino nella necessità di assistere un figlio, un genitore, il coniuge o il partner convivente colpiti da una situazione grave, temporanea e invalidante. Per ciascuna richiesta approvata potranno essere assegnati fino a un massimo di 30 giorni. La partecipazione sarà completamente volontaria e a titolo gratuito, sia per chi dona sia per chi riceve, mentre l’intero processo sarà gestito nel pieno rispetto della riservatezza: chi cede i propri giorni non saprà a chi saranno destinati e chi li riceve non conoscerà l’identità del donatore.
"Le ferie solidali trasformano un gesto individuale in un sostegno concreto tra colleghi: chi sta attraversando un momento difficile può contare sull'aiuto di chi lavora al suo fianco. Ascoltare le esigenze delle nostre persone è il modo in cui costruiamo le nostre policy, e con questo programma abbiamo scelto di andare oltre le previsioni minime del contratto collettivo, estendendolo anche a chi assiste fratelli o sorelle in situazioni gravi, temporanee e invalidanti e alle lavoratrici che si trovano in situazioni di abuso o violenza di genere".
Oltre le ferie solidali: gli strumenti già a disposizione dei dipendenti
Il programma di ferie solidali si aggiunge a un insieme di strumenti che Amazon già offre ai propri dipendenti per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro: permessi emergenziali, possibilità di cambi turno, iniziative di formazione per promuovere l'autonomia e l'equità di genere, e programmi di sviluppo professionale che coprono integralmente i costi di specializzazione.
Un bisogno diffuso, servizi ancora limitati
La ricerca SWG evidenzia infine un divario tra il bisogno espresso dai lavoratori e l'offerta delle organizzazioni: le ferie solidali risultano presenti solo nel 32% delle aziende e, in oltre la metà dei casi in cui esistono, sono considerate difficili da utilizzare. Circa il 20% dei lavoratori, inoltre, non conosce i servizi messi a disposizione dalla propria azienda.
Tra le barriere che frenano l'utilizzo, emergono soprattutto fattori psicologici: il 29% di chi non ricorrerebbe allo strumento non vorrebbe sentirsi in debito con i colleghi, il 26% proverebbe imbarazzo nel formulare la richiesta e il 19% temerebbe di mettere in difficoltà chi è chiamato a sostituirlo. Quasi assente, invece, la preoccupazione che il proprio responsabile possa ostacolare l'accesso (solo il 3%).
I dati confermano che l'efficacia delle ferie solidali dipende non soltanto dalla disponibilità individuale a donare, ma anche dalla capacità delle organizzazioni di costruire un sistema trasparente, riservato e facilmente accessibile - esattamente l'approccio che Amazon ha scelto di adottare con questa nuova policy.
Nota metodologica: l'indagine è stata realizzata da SWG attraverso interviste online (CAWI) su un campione di 1.063 lavoratori dipendenti tra 18 e 74 anni, tra il 22 e il 28 luglio 2026.