Quando nel 2022 Amazon Italia ha avviato il primo progetto pilota per l'inserimento lavorativo di persone Sorde nei propri centri di distribuzione, l'obiettivo era chiaro: rendere sempre più accessibili i propri luoghi di lavoro, anche grazie al supporto della tecnologia. A distanza di quattro anni, il progetto è diventato un programma strutturato che ha portato all'assunzione di oltre 200 dipendenti Sordi nei siti della rete logistica italiana, e che ha ricevuto un importante riconoscimento internazionale.
Amazon Italia è stata infatti selezionata tra i finalisti dei Disability Smart Impact Awards 2026 nella categoria Accessible Built Environment. Il premio, ospitato da HSBC a Londra il 29 aprile e promosso da Business Disability Forum, la principale organizzazione britannica dedicata all'inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro e dei servizi, valorizza le realtà che si distinguono per aver rimosso barriere e generato un impatto concreto e misurabile nella vita delle persone con disabilità.
La categoria Accessible Built Environment riconosce in particolare le organizzazioni che hanno creato ambienti fisici accessibili e inclusivi per tutte e tutti. Un posizionamento che mette in luce l’impegno dell’azienda, che ha ripensato processi, spazi e tecnologie all'interno dei propri centri logistici per garantire a ogni persona le stesse opportunità.
Ascolto e inclusione: le basi del programma
Il programma è stato sviluppato in collaborazione con le sedi territoriali dell'Ente Nazionale Sordi (ENS) e si fonda su un principio semplice: per creare un ambiente di lavoro realmente inclusivo e accessibile, bisogna partire dalle esigenze specifiche di ogni persona. Fin dalle prime fasi, il confronto con dipendenti, associazioni, consulenti e istituzioni ha aiutato Amazon a definire soluzioni efficaci, concrete e rispettose della dignità ciascuno.
“In Amazon crediamo da sempre che sia fondamentale rispettare e alimentare l’unicità di ciascuno, per consentire a ogni persona di costruire il proprio percorso professionale in un contesto inclusivo, in grado di valorizzare talenti e capacità,” ha spiegato Salvatore Iorio, Direttore Risorse Umane per le Operations di Amazon in Italia. “Questo riconoscimento internazionale conferma il valore del percorso intrapreso insieme alle associazioni e a tutti gli attori locali con cui collaboriamo nella creazione di un ambiente di lavoro sempre più accessibile. Promuoviamo ogni giorno una cultura inclusiva, che parte dal linguaggio, coinvolge processi e arriva alle buone pratiche da diffondere.”
Uno degli aspetti più importanti del progetto ha riguardato il modo in cui sono stati ripensati gli spazi di lavoro, in modo che ogni persona potesse operare in sicurezza in un ambiente accessibile. Per questo, in alcune postazioni sono stati introdotti segnali visivi che affiancano o sostituiscono quelli sonori, mentre i dipendenti Sordi utilizzano dispositivi vibranti collegati al sistema di allarme dell’edificio, così da poter ricevere immediatamente eventuali avvisi di emergenza ovunque si trovino, non solo alla propria postazione ma anche nelle aree comuni. In diversi punti dei siti sono stati inoltre installati tablet collegati a un servizio di interpretariato simultaneo in Lingua dei Segni Italiana (LIS), disponibile in ogni momento della giornata.
Accessibilità significa anche ripensare la comunicazione
Rendere accessibile un luogo di lavoro non significa solo introdurre nuove tecnologie ma anche ripensare il modo in cui le persone si parlano, si orientano e collaborano ogni giorno. Per questo Amazon ha reso più visive anche le comunicazioni operative, inserendo lavagne e schermi nelle aree dedicate ai briefing. Allo stesso tempo, ha prestato attenzione anche a piccoli dettagli che fanno la differenza: ad esempio, l’identificazione visiva delle persone Sorde è stata progettata con cura, scegliendo laccetti porta badge dedicati con simboli della lingua dei segni, invece di soluzioni che avrebbero potuto risultare poco rispettose o stigmatizzanti. Anche l’organizzazione del lavoro è stata studiata in questa prospettiva, privilegiando contesti e postazioni che favorissero visibilità reciproca, comunicazione visiva e collaborazione tra colleghi. L’obiettivo non era semplicemente adattare un ambiente esistente, ma costruire un contesto in cui tutti potessero lavorare con maggiore autonomia, serenità e pari opportunità.
Una cultura inclusiva che coinvolge tutti
A questo lavoro sugli spazi si è affiancato anche un percorso culturale altrettanto importante: nei siti interessati dal programma sono stati organizzati momenti di formazione dedicati al tema dell’inclusione, rivolti sia alla leadership sia ai dipendenti, insieme a corsi di Lingua dei Segni Italiana pensati per facilitare la comunicazione quotidiana. In questo modo, la LIS è entrata progressivamente nella vita di tutti i giorni dei centri logistici, diventando non solo uno strumento utile, ma anche un’occasione di incontro, relazione e crescita reciproca.
Da programma pilota a percorso di crescita professionale
Uno dei risultati più significativi del programma è che il percorso di inclusione non si è fermato all’ingresso in azienda. Con il tempo, infatti, alcuni dipendenti Sordi sono diventati instructor e oggi si occupano di formare nuovi colleghi, portando la propria esperienza al centro del percorso di crescita professionale. È un passaggio importante, perché racconta bene cosa significhi davvero inclusione: non solo aprire una porta, ma creare le condizioni perché ciascuno possa costruire il proprio futuro professionale. Partito da un primo gruppo di 28 persone in alcuni siti pilota, il programma è stato progressivamente esteso fino a coinvolgere nel 2025 oltre 200 dipendenti Sordi in tutta la rete nazionale. Un’evoluzione che testimonia la volontà di rendere l’accessibilità un elemento strutturale dell’ambiente di lavoro.