Si è concluso oggi a Roma, presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’IP Education Plan, il programma di formazione gratuito nato per rafforzare le competenze delle Piccole e Medie Imprese italiane nella protezione della proprietà intellettuale sui mercati internazionali. L’iniziativa vede Amazon al fianco delle istituzioni pubbliche in un percorso che, dal suo avvio nel settembre 2025, ha messo a disposizione delle imprese strumenti, informazioni e riferimenti affidabili per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide dei mercati esteri.

Il percorso ha coinvolto oltre 270 aziende attraverso otto appuntamenti, ciascuno dedicato a un mercato chiave per l’export: Unione Europea, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile, Giappone, Emirati Arabi Uniti e India.

L’evento conclusivo, ospitato dal MIMIT, ha riunito i partner del progetto per tracciare un bilancio dei risultati e presentare la guida pratica con i contenuti affrontati durante il percorso formativo. I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del Viceministro delle Imprese e del Made in Italy e Presidente del Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding, Valentino Valentini e dal Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Massimo Dell’Utri. Sono intervenuti, a seguire in ordine di intervento, il Direttore Generale dell’Agenzia ICE, Lorenzo Galanti; il Capo Dipartimento dell’ICQRF del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Felice Assenza;il Comandante in s.v. Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, Col. t.ST Antonio Caputo; la Senior Director Strategy and Policy di Amazon Italia, Bianca Maria Martinelli; e il Vicepresidente per le Politiche Industriali e il Made in Italy di Confindustria, Marco Nocivelli. L’evento ha inoltre ospitato la testimonianza di una PMI italiana con il CEO & Founder di Emilia Food Love, Andrea Magnone.

L’iniziativa si inserisce nelProtocollo d’Intesa che Amazon ha firmato con MAECI, MIMIT e MASAF nel 2024, volto a promuovere e tutelare l’autenticità dei prodotti italiani, contrastare la contraffazione e supportare la digitalizzazione e l’internazionalizzazione delle PMI. Coordinato dall’Agenzia ICE, il progetto è frutto della collaborazione tra MAECI, MIMIT, MASAF, Agenzia ICE, Guardia di Finanza, Confindustria e Amazon, mettendo a sistema le competenze delle amministrazioni pubbliche, delle autorità di controllo, del mondo imprenditoriale e di una rete internazionale di esperti.

Il percorso si è articolato in otto sessioni della durata di due ore ciascuna, con un approccio concreto e di taglio giuridico, arricchito dalle testimonianze delle imprese. Durante gli incontri sono state approfondite le procedure di tutela di marchi, design e indicazioni geografiche, analizzati casi pratici di violazione e illustrati gli strumenti di difesa disponibili in ciascuna area geografica. Tutti i contenuti didattici e le registrazioni degli interventi sono inoltre stati resi disponibili tramite Train2Markets, la piattaforma e-learning dell’Agenzia ICE, per garantire una consultazione continua nel tempo.

Chi sono le imprese formate

Le imprese coinvolte nel programma provengono da 19 regioni, con una prevalenza di Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. A partecipare sono state in larga parte microimprese (60%) e tra i settori più rappresentati figurano l’agroalimentare e i vini (23,5%), la consulenza (12,5%) e il metalmeccanico (11,4%), seguiti da moda, alta tecnologia, servizi, edilizia e arredamento.

Una guida operativa che resta a disposizione delle imprese

A corredo del percorso, è stato presentato un opuscolo che sintetizza l’intero ciclo formativo: una guida pratica, paese per paese, che mappa i sistemi di tutela di marchi, brevetti, design e indicazioni geografiche, individua i referenti istituzionali in Italia e all’estero e raccoglie strategie operative concrete — i comportamenti da adottare e gli errori da evitare — per difendere i propri diritti sui mercati esteri.

Un capitolo specifico riguarda la protezione del brand nell’e-commerce, ambito in cui Amazon mette a disposizione delle imprese una serie di strumenti gratuiti — tra cui Brand Registry, Transparency, Project Zero e IP Accelerator — che consentono ai titolari di marchi di tutelare proattivamente i propri diritti. Questi strumenti si inseriscono in un impegno più ampio: dal 2020, la Counterfeit Crimes Unit di Amazon ha perseguito oltre 32.000 malintenzionati con azioni legali in 14 Paesi, mentre nel solo 2025 Amazon ha identificato, sequestrato e smaltito oltre 15 milioni di prodotti contraffatti a livello mondiale.

Il successo delle PMI italiane su Amazon

I risultati delle PMI italiane su Amazon confermano quanto la tutela della proprietà intellettuale e l’accesso ai mercati internazionali siano leve decisive per la crescita. Sono oltre 5.500 le eccellenze Made in Italy ospitate all’interno della vetrina dedicata, disponibile nei negozi online di Amazon in ben 11 Paesi del mondo per un totale di più di 3 milioni di prodotti. La collaborazione con l’Agenzia ICE, avviata nel 2019 con l’obiettivo di favorire la crescita economica delle aziende italiane e rafforzare le relazioni commerciali internazionali, ha già coinvolto oltre 2.800 PMI italiane, mettendo a disposizione dei clienti Amazon a livello internazionale più di 650.000 nuovi prodotti Made in Italy.

“L'IP Education Plan è un programma innovativo costruito con l’obiettivo di accompagnare le imprese in una sfida cruciale: proteggere e valorizzare i propri asset immateriali nei contesti internazionali, con risposte pragmatiche, informazioni e strumenti operativi per la tutela della proprietà industriale in mercati chiave per l’export italiano: Unione Europea, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile, Giappone, Emirati Arabi Uniti e India. Oggi il valore delle nostre imprese non risiede solo nei prodotti, ma sempre di più nei marchi, nei brevetti, nel know-how, nella reputazione. E proprio per questo la proprietà industriale non può più essere considerata un tema tecnico o specialistico, ma deve diventare una leva strategica di crescita e competitività. E la tutela della proprietà industriale non può essere affrontata in modo isolato dalle imprese, ma richiede il contributo coordinato di diversi attori, pubblici e privati. Alle imprese dobbiamo dire che la tutela della proprietà industriale non è un costo, ma un investimento strategico. L'auspicio è che quanto costruito con l’IP Education Plan non resti un’esperienza isolata, ma diventi un modello da consolidare e sviluppare”.
Valentino Valentini, Viceministro delle Imprese e del Made in Italy e Presidente del Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding.

“La dimensione internazionale della tutela della proprietà intellettuale è centrale. L’azione del Ministero degli Affari Esteri si estende sia sul piano bilaterale, nel costante dialogo con le autorità dei Paesi dove le nostre imprese vanno ad investire o ad avviare attività commerciali, sia su quello multilaterale, con la difesa continua dell’interesse nazionale in seno a organismi quali la World Intellectual Property Organization. A questo si aggiunge la partecipazione ad iniziative come quella di oggi, che forniscono un servizio agli imprenditori con il contributo di tutti gli attori che possono sostenere il Made in Italy nel percorso di internazionalizzazione e crescita”.
Massimo Dell’Utri, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

“Con 272 aziende coinvolte, in gran parte microimprese, l'IP Education Plan dimostra la consapevolezza delle aziende del Made in Italy circa l’esigenza di difendere i propri asset intangibili. Questo breve volume è il frutto di un lavoro svolto in sinergia tra tanti partner pubblici e privati, una guida operativa e concreta per consolidare la presenza italiana nei mercati tradizionali e aprirsi a nuove frontiere internazionali ad alto potenziale mettendo in sicurezza gli elementi di originalità del proprio prodotto. Attraverso i 'Do’s and Don’ts', il messaggio è immediato: la proprietà industriale si tutela con un approccio preventivo, ancora prima di fare ingresso sul mercato. Tuttavia, la complessità delle normative locali esclude il 'fai-da-te'; per questo è fondamentale muoversi caso per caso con il supporto di professionisti qualificati , contando sulla rete globale di Agenzia ICE”.
Lorenzo Galanti, Direttore Generale dell’Agenzia ICE

L'IP Education Plan completato con successo: Amazon e le istituzioni hanno formato oltre 270 imprese italiane per tutelare il Made in Italy nel mondo
A partire da sinistra: Lorenzo Galanti, Direttore Generale dell’Agenzia ICE; Andrea Magnone, CEO & Founder di Emilia Food Love, Valentino Valentini, Viceministro delle Imprese e del Made in Italy e Presidente del Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding; Massimo Dell’Utri, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Col. t.ST Antonio Caputo, Comandante in s.v. del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza; Felice Assenza, Capo Dipartimento dell’ICQRF del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste; Bianca Maria Martinelli, Strategy and Policy Senior Director di Amazon Italia. In alto, Marco Nocivelli, Vice Presidente per le Politiche Industriali e il Made in Italy di Confindustria.

“La protezione dei diritti di proprietà intellettuale rappresenta un elemento fondamentale per garantire la competitività delle filiere agroalimentari, la tutela dei consumatori e il riconoscimento del valore delle produzioni di qualità. In un mercato globalizzato, contrastare contraffazioni e usurpazioni è essenziale per difendere innovazione, investimenti e lavoro degli operatori onesti. In questo contesto, il ruolo dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) si conferma centrale. L’ICQRF è tra i principali organismi europei di controllo del settore agroalimentare e svolge attività di prevenzione e repressione delle frodi, vigilanza sui regimi di qualità (DOP, IGP, biologico) e contrasto alla commercializzazione irregolare dei prodotti. I controlli rappresentano un presidio essenziale per garantire legalità, trasparenza e correttezza del mercato, contribuendo al rafforzamento della reputazione del Made in Italy e alla protezione dei consumatori. L’azione ispettiva, estesa anche al web e ai mercati internazionali, consente di individuare e contrastare fenomeni di contraffazione e concorrenza sleale che minano i diritti di proprietà intellettuale. Le più recenti attività dimostrano l’efficacia di questo sistema: i controlli capillari lungo la filiera agroalimentare permettono di individuare irregolarità, sequestrare prodotti non conformi e tutelare le produzioni certificate, elemento distintivo del patrimonio economico e culturale nazionale. Difendere la proprietà intellettuale significa, dunque, proteggere l’identità dei prodotti, garantire la concorrenza leale e sostenere lo sviluppo sostenibile del sistema agroalimentare”.
Felice Assenza, Capo Dipartimento dell’ICQRF del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

“La Guardia di finanza assicura la tutela della proprietà intellettuale e industriale e, più in generale, il presidio del mercato dei beni e dei servizi, anche sotto il profilo della sicurezza dei prodotti. La strategia operativa agisce su più livelli: si è consolidata nel tempo su tre linee di difesa presidiate dal Corpo ovvero controlli alle frontiere, controllo economico del territorio e attività investigative finalizzate a ricostruire la filiera del falso e anche all’aggressione patrimoniale. L’azione del Corpo mira a contrastare i fenomeni di ‘italian sounding’ e le frodi commerciali internazionali. Tali interventi possono essere veramente efficaci solo se si basano su strategie condivise sia a livello nazionale, grazie alla collaborazione interistituzionale, sia a livello internazionale. La nostra proiezione transnazionale è ora esaltata anche dal ruolo di Driver della Guardia di finanza, per il biennio 2026/2027 nell’ambito del network unionale ‘EMPACT’, destinato a contrastare le falsificazioni in danno della proprietà intellettuale e la contraffazione di beni e valuta. Una quarta linea di difesa è rappresentata dall’attività di prevenzione e sensibilizzazione, garantita anche dal Sistema Informativo Anticontraffazione (SIAC), potente strumento informatico a disposizione dei cittadini e delle imprese in questo specifico settore”.
Col. t.ST Antonio Caputo, Comandante in s.v. del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza

“Per Amazon, tutelare il Made in Italy significa essere concretamente a fianco delle piccole e medie imprese italiane, offrendo loro gli strumenti e le competenze per proteggere i propri marchi e prodotti sui mercati internazionali. L'IP Education Plan è la dimostrazione di come la collaborazione tra istituzioni e settore privato possa generare risultati tangibili: ringraziamo il MAECI, il MIMIT, il Ministero dell'Agricoltura, la Guardia di Finanza, ICE e Confindustria per aver reso possibile un modello di partenariato che consideriamo esemplare e che auspichiamo possa proseguire in futuro. Siamo felici di aver contribuito a formare oltre 270 imprese su otto mercati strategici, con una guida operativa che resterà a disposizione di tutte le aziende: sono risultati concreti che nascono dalla volontà condivisa di rafforzare la competitività del nostro tessuto imprenditoriale. Un impegno che portiamo avanti su più fronti, come con i Made in Italy Days, giunti quest'anno alla quinta edizione, con cui Amazon continua ad impegnarsi per promuovere l’eccellenza e la qualità che il mondo riconosce al Made in Italy, al fianco delle istituzioni e delle PMI italiane”.
Bianca Maria Martinelli, Strategy and Policy Senior Director di Amazon Italia

“Per il Made in Italy la proprietà intellettuale è competitività: protegge qualità, innovazione e riconoscibilità sui mercati esteri. I dati sono chiari: ogni 1% in più di qualità genera lo 0,6% in più di export. In una fase segnata da incertezza, dazi e nuove barriere, la manifattura italiana conferma la sua capacità di reagire. Ogni anno circa l’8% dei prodotti cambia destinazione, trovando nuovi sbocchi nel mondo. Questa forza va sostenuta con incentivi stabili e accessibili, dentro una politica industriale che tenga insieme innovazione e internazionalizzazione. Serve anche un’Europa più coordinata su controlli ed enforcement, in grado di presidiare i molteplici nuovi canali dell’e-commerce. Prodotti contraffatti e non sicuri sottraggono mercato, minano la fiducia dei consumatori e danneggiano la reputazione del Made in Italy. Proteggere la proprietà intellettuale significa preservare il valore che le imprese costruiscono ogni giorno. L’IP Education Plan dimostra una responsabilità condivisa tra istituzioni, autorità e imprese. Su questi temi Confindustria continuerà a fare la sua parte”.
Marco Nocivelli, Vice Presidente per le Politiche Industriali e il Made in Italy di Confindustria

L’evento conclusivo dell’IP Education Plan rappresenta anche un punto di partenza: un invito alle imprese a integrare la tutela della proprietà intellettuale nelle proprie strategie di crescita e a utilizzare i servizi messi a disposizione dal Sistema Italia, con l’obiettivo condiviso di sostenere la competitività delle PMI e la tutela del Made in Italy nel mondo.